Si conferma autentica sentinella della Memoria lo scrittore Pasquale Gallicchio, che sceglie ancora una volta di incontrare gli studenti irpini. Lunedì 27 gennaio, in occasione del Giorno della Memoria, sarà a Lacedonia, ospite dell’Istituto Omnicomprensivo Statale “De Sanctis” Scuola Secondaria di II Grado. Alle ore 11.30 sarà a Rocchetta Sant’Antonio, in provincia di Foggia, presso la Biblioteca comunale “G. Libertazzi” per un incontro con le classi della Scuola Secondaria di I grado. Alle ore 17.30, in compagnia degli amici Virgilio Caivano e Alessandro Gisoldi, presenterà il suo ultimo romanzo “La prima madre” Delta 3 Edizioni presso la Biblioteca comunale “G. Libertazzi”. Il 30 gennaio sarò ospite del prestigioso Convitto Nazionale Pietro Colletta di Avellino per un doppio incontro. Il 31 gennaio tappa a Montella, presso la sala Consiliare in compagnia di Rizieri Rino Buonopane sindaco di Montella nonché Presidente della Provincia di Avellino, Anna Dello Buono vice sindaco del comune di Montella, Luigi D’angelis presidente del Consorzio dei Servizi Sociali “Alta Irpinia”, Giuseppe Di Guglielmo direttore del Consorzio dei Servizi Sociali “Alta Irpinia”, Michela Iuliano referente “Centro Antiviolenza DiDonna”,Generoso Trombetta Coordinatore SCU Consorzio “Alta Irpinia”, Volontari SCU. Partecipano l’I.I.S.S. “D’Aquino” di Montella – Ente Partner del Programma SCU, l’Associazione Femminile “Ginestra APS” di Montella – Ente Partner del Programma SCU, l’Associazione Pro-disabili “Autilia Volpe” di Montella – Ente di Rete Programma “Anime Salve 2023”, Gruppo Volontari Protezione Civile – Montella – Via S. Pietro, Montella.
Nel corso degli incontri Gallicchi partirà da alcuni dei libri da lui scritti, dal Monologo Teatrale “Ruben, il giovane romanziere” all’ultimo libro “La prima madre”. «Non è soltanto un romanzo tutto al femminile – afferma Gallicchio – ma è il tentativo di verificare come il sentimento del male sia capace di attraversare diverse epoche, nel caso del mio romanzo dal fascismo ai giorni nostri, rimanendo nella sua crudele portata, capace però di cambiare forma. Si intrecciano verità storiche, come l’effettiva esistenza del campo di internamento femminile a Solofra durante il fascismo, e invenzione letteraria che spesso trae spunto dalla realtà. È un lavoro letterario che unisce un pezzo della storia italiana e irpina legata al fascismo con alcuni dei temi più sentiti dell’attualità. Entra nelle fratture dell’animo umano e cerca di porre domande fondamentali su ciò che colpisce il prossimo e sul possibile rimedio attraverso l’amore. Tra i messaggi che cerco di porgere al lettore c’è quello che la missione dell’essere umano non è il considerarsi padrone del mondo, ma prendersi cura delle persone e del creato.