Un anno decisivo, quello appena cominciato, per la politica provinciale e per i destini del nostro territorio. Mentre si discute se pensare prima al lavoro, o all’ambiente, vedi la vicenda delle Fonderie Pisano dell’area industriale di Luogosano, il Partito Democratico provinciale si prepara a celebrare un congresso. Con molta difficoltà. Tante anime e poca intesa. La nostra intervista a Gabriele Uva, componente dell’Assemblea Nazionale del Pd e, sopratutto, riferimento dell’area riformista del territorio.
Un congresso provinciale fin qui agitato e tormentato, quello che riguarda il Pd irpino.
“Più che agitato è un congresso farsa. Ad oggi non è ancora disponibile l’anagrafe degli iscritti a cui i candidati dovrebbero rivolgersi per convincerli delle loro ragioni e fare campagna elettorale. Nessuna discussione sul futuro dei nostri territori e sulle emergenze da affrontare è stata avviata. Giovani esclusi, amministratori non informati e coinvolti nel processo, alcuni storici esponenti minacciano di uscire dal partito. Alle condizioni date, credo che la riapertura delle procedure sia la cosa più saggia da fare, anche dinanzi al mancato rispetto delle minoranze. Il congresso deve essere utile al partito e all’irpinia, non ai cerchi magici. La nostra principale preoccupazione deve riguardare i problemi delle persone”
Cosa sta succedendo al gruppo dirigente?
“Senza un partito in grado di discutere e di governare gli eventi, semplicemente non può esserci una classe dirigente”.
Nella città capoluogo, Avellino, ci si prepara alle elezioni comunali. Che ruolo avrà il partito?
“Spero di guida nell’ambito del centro-sinistra. Ma se non si rinnovano le liste e non si arriva ad un candidato sindaco popolare nei quartieri, si perderà per l’ennesima volta. È singolare che qualcuno metta in discussione il campo largo in una città capoluogo, smentendo di fatto la linea della Segretaria nazionale. Tra l’altro, qualche giorno fa ho letto le dichiarazioni del candidato alla segreteria, Marco Alaia, il quale a domanda esplicita sul come valuta le esperienze di Festa e Nargi, ha risposto in questo modo: “Li osservo ma preferisco non commentarli”. Le pare una risposta politica? Le cose sono due: o non si informa di politica locale da un pezzo o è pronto a spaccare il centro-sinistra nel nome di un civismo nostrano. Temo la seconda”.
Non è che all’interno del Pd ci sono, per usare un eufemismo, varie correnti di pensiero?
“Magari fossero di pensiero…Ci sono e ci devono essere. Ma solo se sono utili a portare un contributo sul piano del programma e ad esprimere la migliore classe dirigente possibile”
Il ruolo del consigliere regionale Petracca?
“Il consigliere Petracca è stato investito di un ruolo importante, quello di capogruppo. A lui formulo i migliori auguri di buon lavoro. Mi pare evidente, tuttavia, che vi è un problema di classe dirigente. Nonostante il grande consenso ottenuto dal Pd in Irpinia – grazie al contributo di tutti – non esprimiamo alcuna rappresentanza istituzionale. Qualche domanda me la porrei. Per qualche giorno era circolato il nome di Roberta Santaniello. La conosco da anni e sono convinto che avrebbe fatto bene per le sue qualità politiche e professionali”.






