“La democrazia sembra oggi avviata a diventare un’anomalia. La presenza di una seconda lista al congresso viene interpretata da alcuni come un problema, ma in realtà è un fatto del tutto normale e persino necessario: serve a offrire un contributo al dibattito e ad aprire un vero cantiere di discussione sui problemi reali del territorio”.
Così Franco Iovino, esponente del Pd irpino, ha aperto la conferenza stampa tenutasi nella sede del Pd di via Tagliamento per presentare la candidatura di Pellegrino Palmieri a segretario provinciale del partito, una proposta alternativa alla candidatura di Marco Santo Alaia, candidato promosso da tutte le altre aree interne al partito, in primis dal consigliere regionale Maurizio Petracca, con l’esclusione all’ultimo momento dell’area irpina vicina a Elly Schlein.
Secondo Iovino, prima ancora di discutere di nomi e candidature, il Pd dovrebbe tornare a confrontarsi sui problemi del territorio. “Viviamo in una provincia dalla quale ogni anno continuano ad andare via circa tremila persone. Una provincia dove spesso i temi della legalità e della delinquenza organizzata sono rimossi dal dibattito pubblico. Eppure, quando militavamo nel Pci, noi del Vallo di Lauro venivamo accusati di essere camorristi solo perché provenivamo da un’area segnata dalla presenza della criminalità. Oggi assistiamo a fenomeni di illegalità diffusa, anche in città, ma spesso vengono sottaciuti. Il Pd dovrebbe occuparsene apertamente”.
Iovino sottolinea “il paradosso di un partito che in Irpinia viene descritto come in buona salute elettorale, mentre il territorio vive una condizione di grave difficoltà sociale ed economica”.
Torna sulle ragioni della nascita della lista che sostiene Palmieri: “I nostri candidati all’assemblea rappresentano l’intero territorio provinciale. E comunque la nostra iniziativa politica è maturata dopo che non siamo stati invitati al tavolo con il segretario regionale Piero De Luca che ha promosso la lista unitaria. Ogni area ha indicato autonomamente dei nomi e a noi è arrivata soltanto una telefonata, tardiva, per chiederci di indicarne alcuni. Abbiamo scelto un’altra strada”.
L’esponente dem smentisce inoltre l’esistenza di accordi sotterranei con Petracca finalizzati a escludere l’area Schlein: “Il consigliere regionaale ha saputo della nostra lista a cose fatte, non era informato prima. La nostra disponibilità a un congresso unitario è sempre stata chiara, ma abbiamo più volte chiesto un confronto vero che non c’è mai stato”.
Sulla questione tesseramento, Iovino afferma che “non esistono tensioni, forse anche grazie alla nostra presenza. È la dimostrazione che il pluralismo non è divisione, ma confronto, ed è lo strumento indispensabile per costruire”.
Sulla stessa linea, Palmieri che ribadisce come “l’unanimismo in politica sia un’anomalia: spesso dietro l’unità apparente si nascondono conflitti irrisolti, veri e propri rapporti da ‘parenti-serpenti’. L’obiettivo deve essere una sintesi politica, evitando di ridurre il partito a una struttura effimera, a un franchising che si limita a riconoscersi in una proposta astratta”.
Per Palmieri, una delle priorità riguarda le prossime amministrative cittadine: “Avellino è in ginocchio: il commercio è in crisi, Pianodardine rappresenta il fallimento delle politiche di sviluppo. Dobbiamo chiederci che città vogliamo tra quindici anni e cosa fare subito per costruire il futuro”.
Secondo il candidato alla segreteria provinciale, il modello fondato “su assistenzialismo politico, clientelismo e lavoro impiegatizio ha fatto il suo tempo: dopo cinquant’anni è il momento di cambiare, altrimenti dovremo rassegnarci a gestire il declino”. Serve invece “una prospettiva di lungo periodo, almeno decennale, basata su un vero piano di sviluppo”.
Da qui la necessità di “costruire un partito aperto, capace di interrogarsi sul futuro dei giovani. Personalmente, voglio essere guidato proprio dai giovani”. Palmieri tocca anche il tema della sanità: “Le criticità sono evidenti: le liste d’attesa, il pronto soccorso del Moscati super affollato. Se continuiamo così grazie nella sanità resterà solo il privato. Come scrive Bukowski in Post Office, dovremo scegliere se pagare l’ambulanza con la carta di credito o chiamare il prete per l’estrema unzione”.
Spazio anche alla cultura e all’ambiente: “Chi dice che con la cultura non si mangia si sbaglia di grosso. E la questione ambientale impone un ritorno alla politica vera, fatta di scelte e di visione”.
L’obiettivo della candidatura di Palmieri è rilanciare il Pd affrontando i problemi reali senza retorica: “Avvertiamo un disagio profondo di fronte alla riduzione della politica a occupazione di ruoli. Forse oggi la politica si fa solo con slogan e sui social; se è così, allora siamo dei ‘disagiati politici’. Ma la strada resta quella della partecipazione, oggi spesso soffocata dall’assistenzialismo”.
Molti, conclude Palmieri, “si sono allontanati dalla politica. Noi continuiamo a combattere contro i mulini a vento per smantellare una classe dirigente autoreferenziale che decide tutto a prescindere. Ricordo quando il Pd candidò Paolo Foti a sindaco: non fu una scelta del partito, molti non lo conoscevano. Oggi abbiamo perso il contatto con la città e non presidiamo più luoghi simbolici come via Tagliamento. Occorre ricostruire un patto con la città, partendo dalle idee, dalle associazioni e dai cittadini. Prima del nome del candidato sindaco, serve un programma partecipato e condiviso. La politica non si fa solo in campagna elettorale: è un impegno quotidiano, una fatica continua, che non può essere interrotta”.



