Di Franco Cassano e Nicola Cataruozzolo
Già il 26 maggio 2023 i sottoscritti Franco Cassano e Nicola Cataruozzolo presentarono una puntuale osservazione alla variante PUC del comune di Ariano. Successivamente in data 20 giugno 2025 ribadirono agli smemorati che in Valle Ufita vi era un protocollo d’intesa sottoscritto il 15/03/2021 dai sindaci insieme ai sindacati, Consorzio ASI e Confindustria. Quindi si segnalava non solo la mancanza di
memoria, ma l’arretratezza del meridione dovuta anche all’insipienza e alla mancanza di lungimiranza delle sue classi dirigenti. Di fronte a un cospicuo finanziamento di 130 milioni di euro per realizzare la piattaforma logistica in Valle Ufita i nostri politici dimenticano l’esistenza di un protocollo d’intesa sottoscritto su dove e come collocarla. Qualche mese fa è stato presentato ai comuni il progetto della piattaforma logistica con la richiesta di eventuali osservazioni allo stesso e nessuno ha risposto. Nel recente passato, come sopra detto, ci siamo spesi tanto in relazione alla sua infelice ubicazione in un posto inadatto da molti punti di vista, osservando che la Piattaforma non potesse essere realizzata per i seguenti motivi:
1) La stessa ricade In una zona acquitrinosa; E’ priva di un’analisi completa della risposta sismica locale; è stato utilizzato un approccio semplificato (NTC 2018), in un contesto geologico ed idrogeologico di piana alluvionale, potenzialmente a rischio liquefazione, non risulta effettuata nessuna verifica geotecnica rispetto a tale potenziale di rischio. Nel consultare alcuni tecnici, specializzati e informati sull’area in questione, gli stessi avrebbero suggerito la necessità di fare ricorso a generalizzate “palificazioni fondali in c. a.”, interventi che, evidentemente, risultano complessi e costosi, e questa è una delle ragioni per cui sono lievitati a dismisura i costi, che ammontano, appunto, a 130 milioni di euro finanziamento di cui all’ultima Delibera Regionale.
2) Il progetto di fattibilità tecnica ed economica presentato al Ministero dell’Ambiente è solo un preliminare e risale a novembre 2023, all’epoca, infatti, non erano note le indagini geologiche e geofisiche previste dallo studio di microzonazione sismica del comune di Ariano Irpino pubblicato in data successiva.
3) L’ubicazione dell’area individuata non è funzionale al territorio, doveva essere realizzata nella zona ASI e manca di qualsiasi collegamento con la stessa. E’ una scelta a dir poco scellerata e se andrà in porto perderemo l’ultima occasione di sviluppo per la Valle dell’Ufita, in quanto le industrie locali saranno danneggiate e le altre non troveranno più convenienza a investire in quel territorio. In tutti gli incontri pubblici è stato ribadito che siamo finiti in un vicolo cieco e rivolgiamo, pertanto, l’ennesimo appello alle forze politiche, istituzionali e associazioni sindacali e padronali a mobilitarsi per impedire questo inaccettabile scempio.
Dobbiamo, al contrario, sforzarci di rendere ancora di più competitivo e appetibile il territorio di Valle Ufita e con la Piattaforma da collocare tra la Stazione Hirpinia e la zona ASI, già urbanizzata da tutti i punti di vista. Rivediamo l’ubicazione senza ulteriori perdite di tempo e denaro pubblico, cogliamo l’occasione per aprire una nuova stagione per le politiche di sviluppo del Mezzogiorno, necessaria per attrarre investimenti perché è solo così che si potrà creare occupazione e porre fine al fenomeno dello spopolamento. Pertanto nel corso della predisposizione del progetto esecutivo si chiede di tenere in debita considerazione i rilievi suindicati e le prescrizioni della commissione elencate da pag.42 a pag.45 del parere della stessa. Il futuro occupazionale del territorio è legato agli investimenti delle industrie private attratte dagli ulteriori servizi da realizzare con i citati finanziamenti. I benefici destinati alle imprese che scelgono di insediarsi in zona ASI non sono solo di carattere economico, ma sono accomunati dagli obiettivi politici di attrarre, altresì, investimenti diretti esteri (IDE).



