“La democrazia può avere difetti ma, anche nei suoi momenti di debolezza, chi l’ha conosciuta, la sceglierà sempre”. E’ una riflessione a tutto campo quella che consegna il professore Carmine Pinto, docente di storia contemporanea all’Università di Salerno, ospite del ciclo di incontri promossi dal liceo scientifico Pasquale Stanislao Mancini, guidato dalla dirigente Paola Gianfelice, con il coordinamento della professoressa Immacolata Pascale. Una riflessione, partita dalle tematiche scelte dagli allievi, per educare le nuove generazioni a coltivare lo spirito critico e ribadire come la democrazia sia un patrimonio da difendere. “La democrazia viene criticata solo nei paesi in cui c’è libertà. Nei paesi governati da regimi autocratici criticare il regime non è possibile ma si è pronti a morire pur di essere liberi. Lo dimostrano le esperienze di paesi come il Venezuela, dove i narcotrafficanti si sono impossessati del potere, da cui oltre nove milioni di persone hanno cercato di fuggire. Non ci sono dubbi che la dittatura di Maduro fosse ad alto contenuto criminale. Senza dimenticare la guerra tra Ucraina e Russia. Malgrado le previsioni di tanti, l’Ucraina non ha mai pensato di arrendersi, ha dimostrato che la democrazia era imprescindibile per il paese. Del resto, la storia dell’Ucraina è costellata di violenze e uccisioni da parte della Russia, a partire dai 4 milioni morti per carestia fino agli intellettuali uccisi da Stalin”. Una riflessione che si interroga sul ruolo delle democrazie nel XXi secolo. Spiega come la “Groenlandia, contesa da Trump, rappresenti per gli Usa il terreno per competere con russi e cinesi e, al tempo stesso, offra ai danesi la garanzia di un equilibrio tra Europa e America. Di fronte alla minaccia di una guerra missilistica, la Groenlandia offrirebbe la possibilità di difendersi dal cielo”. Ricorda le vicende di India e Pakistan, per anni parte di un unico territorio, dominato da grandi imperi e poi colonia dell’Impero Inglese, fino all’affermarsi dei principi di nazione e libertà con l’emergere del nazionalismo indiano e islamico e la nascita delle due nazioni. Dopo la conquista dell’indipendenza, per due paesi ormai diventate potenze nucleari, sarà difficile trovare una convergenza di interessi”.






