“La candidatura di Sant’Andrea di Conza è la candidatura di tutta l’Alta Irpinia”. Lo sottolinea il sindaco di Sant’Andrea di Conza Pompeo D’Angola, sostenuto dai primi cittadini degli altri comuni altirpini e dal presidente della Provincia Rizieri Buonopane, nel corso dell’audizione a sostegno della candidatura a Capitale Italiana della cultura, nella sala Spadolini del l Ministero della cultura. E’un testo del regista Vittorio Sermonti, in cui è Sant’Andrea a raccontarsi, a introdurre il dossier “Ho sentito il terremoto ma sono rimasta in piedi perchè sono fatta della pietra estratta dal monte”. Quindi è il sindaco a prendere la parola. “Un paese – spiega il primo cittadino – in cui passato e presente si intrecciano, in cui profondo è il legame con la terra, una terra che si scopre lentamente, che da tempo ha scelto di investire sulla cultura come modo di costruire legami. Lo testimonia il teatro che è il cuore pulsante della vita artistica del territorio, capace di trasformare ogni rappresentazione in un evento. Proprio come il Centro Polifunzionale ricavato da una vecchia fornace e il convento dei frati francescani per il quale sono in corso i lavori di restauro. E’ uno spazio in cui tradizione e innovazione possono convivere, un esempio luminoso di accoglienza, solidarietà e integrazione che ci rende fieri e consapevoli del valore della nostra identità”. Spiega come l’unione tra i paesi dell’Alta Irpinia era una realtà già 40 anni prima quando veniva realizzato il cartellone dell’estate altiripina e trova terreno “In una nuova governance sperimentata attraverso il progetto della Città dell’Alta Irpinia, con 25 paesi che decidono di condividere la loro essenza”.
Quindi sono le immagini del video a consegnare la forza del progetto “IncontroTempo”, un video reso possibile dal contributo di anziani, artigiani, migranti, ragazzi, girato dal videomaker Salvatore Cassese sulle note composte dal pianista santandreano Luigi Bellino. Un video che pone l’accento sulla forza dei rituali che hanno consentito a Sant’Andrea di creare un proprio ritmo, diverso da quello delle altre città, fondendo Kronos e Kairos, “in equilibrio tra storia e modernità”. A sostenere la candidatura di Sant’Andrea, tanti amici del centro altirpino, come lo scrittore Maurizio Di Giovanni, più volte ospite della Fiera del Libro, che definisce il paese altirpino espressione di una Campania diversa, Domenico Sottile, amministratore delegato Ema, che ribadisce come lo sviluppo del territorio sia strettamente legato a quello delle aziende del tessuto economico locale, Teresa Bruno, presidente del Consorzio Tutela Vini Irpini che evidenzia i benefici che la filiera enogastronomica potrebbe ricavare dalla candidatura a Capitale della cultura. Fino a Giovanna Silvestri, direttrice del Museo Irpino che parla di un territorio, espressione delle diverse anime d’Irpinia e Luca Bellino, regista che pone l’accento su una rivoluzione in atto nel centro altirpino, da portare in tutta Italia.
E’ Gaetano Grasso, responsabile della comunicazione, presente insieme alla giornalista Paola Liloia, a spiegare come “è necessario andare oltre i numeri. 1417 sono gli abitanti di Sant’Andrea ma non possiamo fermarci alla freddezza del dato. I 25 comuni della Area pilota propongono un modello di governance che garantisce forza organizzativa al progetto, a loro si affiancano trenta tra associazioni e aziende che hanno messo a disposizione infrastrutture e servizi. La candidatura è quella di un’idea, di un hub culturale che punta ad essere tra i più grandi d’Italia fino ad abbracciare 1198 km2, pronto ad accogliere flussi di visitatori grazie a 161 strutture ricettive e 37 alberghi, 85 bed and breakfast con 1200 posti letto con un cartellone culturale di 100 eventi, capace di creare un’offerta culturale e una sfida chiara, riportare in Irpinia almeno mille giovani costretti a lasciare questa terra”. Grasso ricorda come “70 minuti ci separano da Napoli e 40 da Avellino, Sant’Andrea è collegata da 5 hub di trasporto pubbliche e due arterie autostradali, che fanno sì che il nostro territorio non possa essere definito una periferia”. E spiega la volontà di “sfruttare il digitale per dare visibilità al territorio”
E’ la presidente della Città dell’Alta Irpinia Rosanna Repole a sottolineare come il progetto sia espressione di “una ricchezza di tradizioni e cultura, di comunità che si distinguono per senso di integrazione e accoglienza, con le nostre montagne e i nostri boschi, la forte identità storica e culturale, una rete unica di Musei e Biblioteche. La nostra memoria è un mosaico, dai Sanniti ai Longobardi fino all’Abbazia del Goleto. Abbiamo condiviso la candidatura di Sant’Andrea, deliberando di destinare15 milioni di fondi regionali Fers al consolidamento del sistema museale come hub culturale, vero motore di processi. La nostra è una terra ricca di itinerari culturali e religiosi come il parco letterario De Sanctis, la via micaelica, il cammino di Guglielmo, l’esperienza cinematografica di Sergio Leone. Abbiamo potenziato la rete sociosanitaria, rafforzato la mobilità, realizzato le botteghe della salute e siamo impegnati nella implementazione delle soluzioni digitali per migliorare l’accesso a servizi pubblici e privati. Questa candidatura rappresenta un’occasione unica di valorizzazione del territorio, come simbolo di una rinascita culturale, di uno sviluppo sostenibile, di una integrazione possibile
Spiega come la candidatura di Sant’Andrea è “il fiore all’occhiello della strategia dell’Alta Irpinia che crede nella rigenerazione dei borghi, attraversi processi culturali innovativi e una nuova infrastrutturazione legata al welfare, possiamo diventare protagonisti, rappresentando un modello di rottura, cambiando la narrazione del territorio, anche grazie a laboratori di partecipazione sociale. Abbiamo lavorato per far emergere valori come socialità, valori, vicinato. Ci abbiamo creduto e ci crediamo”
E il delegato ai beni culturali della diocesi e parroco di Sant’Andrea don Tarcisio Gambalonga a sottolineare la sinergia importante stabilita con la diocesi nel segno della promozione culturale. “Un anno è troppo poco – spiega – per conoscere la ricchezza di questi paesi. Sei di questi comuni sono stati sedi vescovili. Presenze episcopali che hanno prodotto una fervida attività culturale. Il seminario è stato una fucina di cultura. A Nusco il Museo diocesano è il cuore di una serie di presenze museali che raccontano la storia del territorio” A chiudere l’audizione l’appello dell’avvocato Donato Cicenia che evidenzia come Sant’Andrea” sia metafora della solidarietà, dell’unità, espressione della volontà di non rinunciare a sè stessi per paura di perdere questa forza, dell’umanità, di un unicum plurale. Quella che vi proponiamo è un’aiuola con tanti fiori ed emozioni tra i quali scegliere”. Tante le richieste di chiarimenti da parte della commissione, che ha giudicato il progetto di grande qualità, “espressione di un’Italia che unisce” “ambizioso ma non velleitario”, dal ruolo della Regione alle strategie di promozione internazionale fino ai progetti del recupero del patrimonio artistico. E’ stato lo stesso sindaco a sottolineare la forte omogeneità culturale, economica, sociale che caratterizza i territori altirpini, di qui la scelta di puntare su un progetto comune “Abbiamo una governance già consolidata, confermata dalla presenza in sala dei sindaci altirpini” ha ribadito. E’ stata Paola Liloia a sottolineare come molteplici siano gli interventi previsti, dal recupero dell’area archeologica di Conza all’antico seminario, con l’obiettivo di abbattere barriere fisiche e sensoriali e implementare il patrimonio museale. A caratterizzare le audizioni della giornata di oggi Pompei, Pordenone, Reggio Calabria, e Savona finaliste insieme ad Alberobello, Aliano, Brindisi, Gallipoli e La Spezia.
Al termine delle audizioni la Giuria valuterà i progetti per selezionare la città che otterrà il titolo di Capitale Italiana della cultura. La città prescelta riceverà un finanziamento di un milione di euro per la realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.