Si è svolta oggi davanti alla Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli una nuova udienza relativa al processo di secondo grado sul disastro dell’ex stabilimento chimico Isochimica di Borgo Ferrovia, ad Avellino.
L’udienza era stata aggiornata per consentire l’escussione dei consulenti tecnici, come disposto dai giudici, che hanno parzialmente accolto uno dei motivi di appello presentati dalla difesa dell’ingegnere Vincenzo Izzo. Si tratta del collegio peritale coordinato dalla dottoressa Carmen Sementa, già escusso nel corso del processo di primo grado dinanzi al tribunale presieduto dalla dottoressa Sonia Matarazzo.
In apertura di seduta sono stati ascoltati i tre consulenti del pubblico ministero del primo grado, i consulenti delle parti civili e il consulente di Ferrovie dello Stato, nell’ambito delle indagini sugli undici decessi contestati agli imputati Izzo e Pasquale De Luca per omicidio colposo.
La Corte ha posto domande d’ufficio ai consulenti per chiarire il nesso causale tra l’esposizione all’amianto e le morti contestate, tema di contrasto tra le perizie della Procura e quelle della difesa.
Successivamente, i difensori hanno preso la parola: per le parti civili hanno parlato gli avvocati Brigida Cesta, Antonio Petrozziello e Domenico Carchia; per gli imputati gli avvocati Alberico Villani, Anna Caserta e Antonio Fiorella.
L’udienza di oggi rappresenta un passaggio significativo nel processo di secondo grado, che vede coinvolti complessivamente 28 imputati.
La Procura ha impugnato la sentenza di primo grado del 28 gennaio 2022, presieduta dal giudice Sonia Matarazzo. Nel corso del primo grado, il collegio aveva accolto alcune eccezioni della difesa relative alla citazione a giudizio degli operai “viventi” vittime di lesioni, inizialmente esclusi dal procedimento, determinandone la reintegrazione.
In primo grado dai giudici del tribunale di Avellino, in composizione collegiale, nel gennaio 2022 furono inflitte 4 condanne a 10 anni di reclusione, 23 assoluzioni, con 50 mila euro di risarcimento per ciascuna delle famiglie delle vittime. Dunque furono condannati per disastro ambientale e omicidio colposo plurimo – oltre ad una serie di violazioni sulle norme di tutela ambientale e sicurezza – due funzionari di Ferrovie dello Stato, Aldo Serio e Giovanni Notarangelo, e due ex dirigenti dell’Isochimica, Vincenzo Izzo e Pasquale De Luca. Furono assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, tutti gli altri imputati, che erano stati accusati, a vario titolo, di disastro ambientale, omessa bonifica e omissioni in atti d’ufficio.



