È passata quasi sotto silenzio l’iniziativa presa da Clemente Mastella, sindaco di Benevento e già ministro della Giustizia, demitiano doc, di intitolare una piazza del capoluogo sannita a Bettino Craxi, uno dei protagonisti dell’Italia repubblicana coinvolto in vicende giudiziarie che lo hanno condotto alla morte in quel di Hammamet, lontano dalla sua patria.
Memorabile e profetico il suo intervento alla Camera dei deputati in quel 3 luglio del 1992 nel pieno della Tangentopoli che avrebbe cancellato quasi tutta la classe dirigente delle maggiori forze politiche, soprattutto Democrazia cristiana e Partito socialista.
In quella sede, lanciando lo sguardo lungo i settori del parlamento italiano, con tono fermo e con le pause che caratterizzavano il suo dire, non esitò a lanciare un atto di accusa con parole lapidarie.
“Non credo – affermò Bettino Craxi – che ci sia nessuno in questa aula, responsabile politico di organizzazioni importanti, che possa alzarsi e pronunciare un giuramento in senso contrario a quanto affermo: presto o tardi, i fatti si incaricherebbero di dichiararlo spergiuro”.
Craxi fu profeta di quanto sarebbe accaduto nel corso di tangentopoli quando i partiti furono cancellati per via giudiziaria lasciando un vuoto nella classe dirigente politica del Paese senza che si fosse posto fine al la corruzione politica che inesorabilmente continua nonostante tutto.



