E’ una serata speciale dedicata al terremoto del 1980 quella che consegna “Riscontri d’autore” con il Caffè Letterario in programma domenica 19 novembre al Lupo Pub Bistrot di Avellino. Protagonisti tre autori che hanno scritto pagine importanti sul sisma e sulla ricostruzione. Nicola De Biasi e Fiorenzo Iannino illustreranno il volume “Il secolo breve a San Mango sul calore e il terremoto del 23 novembre del 1980”. Al centro dello studio la vicenda di un paese totalmente distrutto dal terremoto del 1980 (“A quaranta anni dal sisma -ha scritto Renata De Lorenzo nella prefazione- ogni luogo coinvolto dovrebbe iniziare una riflessione sul proprio presente, debitore in positivo e in negativo di quella tremenda notte”). Dai loro scritti e dagli ulteriori contributi critici e narrativi di studiosi e memorialisti emergono interessanti “casi di studio” (dall’ambito linguistico alle trasformazioni socioeconomiche del territorio) che alimentano un “fecondo rapporto ‘micro-macro’ con un’attenta osservazione del turningpoint innescato dal terremoto. ”Generoso Picone parlerà del capitolo ricostruzione a partire dal suo studio “Paesaggio con rovine. Irpinia: un terremoto infinito”, Mondadori. Picone parte dalla consapevolezza che per quarant’anni in ogni libro letto, documento, riferimento, e in ogni nuova catastrofe, ha cercato di rispondere alle domande scaturite il 23 novembre 1980. La verità, perseguita con vigile ossessione, non è appaltata esclusivamente ai verdetti giudiziari o appesa all’intricato catalogo di accuse e polemiche su ritardi, inadempienze, sfruttamenti, convenienze, ruberie e cinismo: il racconto di Picone chiede materiali non usurati, chiede una “ricostruzione” che ripercorre le imprese di chi da tanta tragedia ha tratto profitto, di chi ha speculato sulle aspettative maturate, di chi continua a utilizzare questa terra come mezzo e non come fine. Stefano Sorvino si soffermerà sul volume da lui curato “Una vita più vite, ricordando il prefetto Sorvino”, Il Terrebinto. Il volume ripercorre la vicenda professionale ed umana del prefetto Guido Sorvino, scomparso ad Avellino il 30 dicembre 2015, all’età di novantuno anni, intrecciata con note di storie dell’amministrazione nello scenario politico-istituzionale del quarantennio 1950/90. Si propongono i tratti salienti della variegata esperienza di un funzionario governativo, dagli esordi presso la prefettura di Grosseto – nella stagione “scelbiana” degli anni ’50 – al lungo ed interessante periodo di servizio trascorso ad Avellino, dove ha svolto per due decenni le funzioni prima di capo-divisione, poi capo gabinetto e vice-prefetto vicario, oltre a reggere numerose gestioni commissariali. Modererà Gianluca Amatucci.
Riscontri d’autore, il caffè letterario racconta la tragedia del sisma dell’80
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redazione web
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