“Non mi interessano cespugli, tende o accampamenti vari ma costruire un percorso”.
Ernesto Maria Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate e leader dell’associazione ‘Più Uno’, parla in un’intervista a ‘La Stampa’.
“L’Ulivo – aggiunge – non è replicabile, ma oggi come allora manca interesse e partecipazione. Eppure anche trent’anni fa c’erano i partiti. Ma si sentiva, come oggi, l’esigenza di qualcos’altro: perché i partiti non riescono a rispondere alle domande dei cittadini”.
“Mi fa piacere – sottolinea Ruffini – mettere a disposizione idee e contributi. Ma il punto non sono i nomi: obiettivo della politica è creare gli strumenti non solo per vincere, ma per rimettere persone e bisogni al centro. Quando si riduce tutto a una somma aritmetica, si allontanano gli elettori”.
E ancora: “Io penso che più che unire sigle per realizzare il fantomatico campo largo, il centrosinistra dovrebbe lavorare a una piattaforma larga. L’obiettivo non può essere solo vincere: una volta che governi, poi, cosa vuoi fare?”.
Secondo Ruffini, questa “piattaforma larga” di centrosinistra “deve elaborare un programma alternativo alla destra: ma non per essere semplicemente contro, la politica non è negazione dell’opposto. E penso sarebbe utile fissare al più presto primarie di coalizione per individuare chi sfiderà la leader del centrodestra alle Politiche”.
Alla domanda se si candiderebbe alle primarie, Ruffini risponde: “È presto per parlarne, ma ripeto: non è questione di nomi ma di contenuti”.