È un invito a ritrovare “le nostre radici, di santità ed roismo” quello che lancia il vescovo Arturo Aiello in occasione della celebrazione di San Modestino in cattedrale.
“Oggi ne avvertiamo un forte bisogno, non possiamo non guardare all’esempio dei martiri che hanno rinunciato alla vita per un bene maggiore. Incarnano una radicalità nelle scelte, oggi cosi’ rara, al di là di un cristianesimo light, svuotato dei contenuti. Anche sul piano civico dovremmo essere pronti a questo. Questo è l’augurio che rivolgo alla città”.
Un messaggio pensato anche per i futuri amministratori e per quanti pensano di offrire un servizio alla città: “Siano pronti come i santi martiri a sacrificarsi per le istituzioni, invece di coltivare interessi personali”.
Sottolinea la necessità di ricominciare “dalla vita e dal senso di comunità, perché una città è una comunità oggi molto frazionata, dispersa. Bisogna ripartire dai principi su cui è costruita la Repubblica, dal bene comune, da una libertà che non può assoluta ma basata sui valori, altrimenti finisce per coincidere con la distruzione della civilta’. C’è bisogna di una politica al servizio dell’uomo. Ecco, queste sono le tracce per ricominciare a camminare”.
Alla vigilia delle elezioni chiede di “lasciare la libertà a tutti di stilare dei programmi. Speriamo solo che le promesse formulate in campagna elettorale possano poi essere anche realizzate”.
Infine ringrazia il commissario per il lavoro svolto: “Ovviamente il commissario è più libero, diciamo, da pressioni esterne di parte e quindi, in questo, può svolgere – e ha svolto – un ottimo servizio. Le siamo grati per l’abnegazione con cui si è dedicata alla nostra città, in termini di fiducia”. Sottolinea l’importanza della nominadi tre nuovi diaconi per la diocesi, non nasconde l’amarezza per la debole risposta dei fedeli e porta il messaggio del cardinale Pizzaballa “ci ha ricordato che neppure a Gaza sono riusciti a distruggere l’umanita, più forte della violenza”.




