“Se i femminielli non possono salire al Muntagnone, allora sia il Muntagnone ad andare dai femminielli”. Arriva da Massimo Saveriano, Presidente dell’Associazione “Per Grazia Ricevuta” e per anni Direttore Artistico degli eventi della Candelora di Montevergine, un appello per salvare la Candelora
“Ogni anno, da generazioni – si legge nella nota di Saveriano la Candelora di Montevergine è un richiamo dell’anima. Un cammino fatto di fede, canti, lacrime, speranza. Un abbraccio antico tra la Madonna Nera e i femminielli, tra Montevergine e chi, in quel luogo, ha sempre trovato rifugio, ascolto e misericordia.
Quest’anno quel cammino è interrotto. La frana che ha colpito il Muntagnone rende impossibile raggiungere il Santuario. Ma ciò che non può e non deve crollare è una devozione secolare, una tradizione che parla di inclusione, di accoglienza, di umanità profonda”. Di qui l’appello pubblico all’Abate di Montevergine e alle Amministrazioni comunali di Mercogliano e Ospedaletto d’Alpinolo. Un appello a cui si uniscono idealmente tutte le associazioni LGBTQ+, che da giorni attendono una risposta chiara e condivisa.
“Se i femminielli non possono salire al Muntagnone, allora sia il Muntagnone ad andare da loro. Chiedo che l’effige della Madonna di Montevergine, o una sua copia, come già avvenuto in passato durante il restauro dell’originale, venga portata all’Abbazia del Loreto, per permettere che la preghiera, la devozione e quell’incontro unico che ogni anno si rinnova possano comunque vivere. Non si tratta solo di organizzare un evento. Si tratta di non spezzare un legame sacro. Si tratta di dire, ancora una volta, che Montevergine è casa per tutti. Che la Madonna non resta lontana da chi la chiama. È anche una questione concreta, umana, fatta di persone, famiglie, commercianti, lavoratori che da sempre vivono grazie a questo momento di fede condivisa. Ma prima ancora è una questione di cuore. Montevergine ha sempre saputo accogliere gli ultimi, i diversi, i fragili. Oggi ha l’occasione di lanciare un segno potente: trasformare un impedimento in un gesto d’amore. La devozione non si ferma davanti a una frana. La fede vera cammina anche quando la strada è chiusa. E quando non può salire, sa farsi incontro”.



