Qual è il modo migliore e più efficace per avvicinare le persone alla lettura? Questa è la domanda-motore a cui i volontari del Circolo LaAV Forino cercano di rispondere con la promozione di letture ad alta voce nelle scuole, nelle piazze, negli angoli remoti d’Irpinia e, quando possibile, attraverso il dialogo diretto con gli autori. Questo è quanto è successo ieri sera a Forino con Rosa Tiziana Bruno e il suo romanzo storico Sichelgaita. La storia della principessa longobarda è stata ripercorsa con letture magistralmente interpretate e teatralizzate dai lettori del Circolo LaAv Forino Federico Perna e Maria Rosaria Califano e dagli attori di Limina Teatro di Clif Imperato, Francesca Lallo, Francesco Di Rienzo e Francesco Volturale.
Ad introdurre l’incontro Fabio Galetta, membro attivo del Circolo che ha sin da subito illustrato le finalità del dialogo con l’autrice: lo studio dei Longobardi a Forino e il culto micaelico. Un discorso che ha preso il via ieri e che vedrà, nei prossimi mesi, l’incontro con docenti e studiosi longobardisti nella chiesetta di San Giacomo a Castello che presto diverrà, come ha annunciato lo stesso Galetta, luogo di studi sulla storia locale. A prendere poi la parola è stata la coordinatrice del Circolo LaAV, Rosalia Spolverino che ha presentato l’autrice salernitana e gli altri due relatori dell’incontro, Arturo Iannelli presidente della commissione cultura di Salerno e il direttore del Corriere dell’Irpinia Gianni Festa.
In un dialogo che ha coinvolto anche l’attenta platea di palazzo Caracciolo, trasformato per l’occasione in una vera e propria corte medievale, sono state ripercorse le tappe della crescita umana e culturale della principessa scienziata, dalla sua infanzia, al matrimonio con Roberto il Guiscardo e fino all’approdo alla Scuola Medica Salernitana. La lettura del romanzo è stata infatti divisa in tre momenti organizzati in vere e proprie scene teatrali che hanno catapultato lo spettatore nella quotidianità del Medioevo attraverso uno sguardo femminile e intervallati dal dialogo con l’autrice Rosa Tiziana Bruno. “Con la messa in scena e in musica della storia di Sichelgaita abbiamo voluto catapultare lo spettatore nel vivo del romanzo”. Questo è quanto afferma la coordinatrice del Circolo che non si è limitata alla sola Sichelgaita, ma ha dialogato con la dottoressa Bruno anche sull’educazione alla lettura come pratica di cura del sé.
Le letture teatralizzate hanno messo in risalto non solo la personalità di Sichelgaita come sovrana, ma hanno evidenziato la sua crescita culturale come medichessa della Scuola medica salernitana. Riposte le armi, Sichelgaita utilizza un’arma di gran lunga più importante: la cultura. La storia è molte volte riluttante nel mostrare i volti e le voci delle donne, dandoci spesso una narrazione mutilata e incompleta della società umana. Interessante, in tal senso, anche l’intervento dalla platea del prof. Domenico Fruncillo che ha sollevato una questione importante e fortemente attuale: la differenza tra libertà femminile ed emancipazione femminile.
La terza e ultima scena, interpretata dalla dott.ssa Maria Rosaria Califano, è stata un vero e proprio monologo di Sichelgaita incentrato sul senso del dolore e che ha lasciato ai presenti un messaggio importante: nulla avviene dentro di noi senza che lo vogliamo. La serata si è poi conclusa con importanti spunti di riflessione e non senza ricordare le guerre in atto e le vittime di Gaza. Prossimo appuntamento il 27 Settembre con gli Scrittori della polvere e il loro Kilometri.