Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mantiene alta l’attenzione sui prezzi dei carburanti dopo l’avvio del conflitto in Medio Oriente. Nella prima settimana di tensioni geopolitiche sono arrivate circa venti segnalazioni di possibili speculazioni, trasmesse dal Garante per la sorveglianza dei prezzi, noto come “Mister Prezzi”, e ora al vaglio della Guardia di Finanza.
Secondo i dati del ministero, i prezzi medi alla pompa nei distributori self service restano comunque al di sotto della soglia dei due euro al litro. Una lettura contestata dalle associazioni dei consumatori, che denunciano invece fenomeni speculativi già in atto sia sulla benzina sia lungo la filiera agroalimentare. Alcune organizzazioni tornano inoltre a chiedere una riflessione sul possibile taglio delle accise per evitare ulteriori rincari.
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha precisato che, al momento, non emergono fenomeni speculativi diffusi nella rete dei distributori italiani: i casi segnalati sarebbero limitati a una ventina e sono attualmente oggetto di verifiche da parte delle Fiamme Gialle. L’attenzione, ha aggiunto, si sta concentrando soprattutto sui passaggi a monte della filiera dei carburanti. Il governo ha avviato un’“operazione trasparenza” per monitorare l’andamento dei prezzi e intervenire tempestivamente contro eventuali anomalie.
Proprio per valutare gli effetti dell’escalation in Medio Oriente sui mercati energetici, al ministero si è riunita la Commissione di allerta rapida sui prezzi. Successivamente Urso ha avuto un confronto con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per fare il punto sulla situazione e concordare eventuali misure di contrasto alle speculazioni, anche attraverso un piano operativo della Guardia di Finanza volto a rafforzare i controlli lungo tutta la filiera della distribuzione.
Nel corso dell’incontro è emerso che, nelle quattro giornate successive alla chiusura di venerdì 27 febbraio, le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati sono aumentate complessivamente di 10 centesimi al litro per la benzina e di 26 centesimi per il gasolio. Di riflesso, anche i prezzi medi nazionali al self risultano in crescita: la benzina si attesta a circa 1,76 euro al litro e il gasolio a 1,91 euro, con aumenti rispettivamente di 9,2 e 18,9 centesimi rispetto a fine febbraio.
La Commissione continuerà a riunirsi con cadenza settimanale finché durerà questa fase di incertezza, con l’obiettivo di monitorare l’andamento dei prezzi nel settore energetico e garantire maggiore trasparenza a tutela dei consumatori.
Urso ha comunque invitato alla prudenza: «Il prezzo dei carburanti è ancora sotto i due euro. Gli aumenti registrati sono limitati e lontani da quanto accadde dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando i prezzi arrivarono fino a 2,25 euro al litro».
Anche dal mondo delle imprese arriva l’invito a evitare allarmismi. Il vicepresidente di Confcommercio Pasquale Russo sottolinea che eventuali rincari ingiustificati non sarebbero accettabili: «Se il prodotto c’è e le riserve tengono, la guerra in Iran non può diventare un pretesto per fare cassa».
Sulla stessa linea l’Unem (Unione energie per la mobilità), secondo cui non si registrano fenomeni speculativi diffusi e il mercato dei carburanti presenta dinamiche di prezzo complesse che richiedono analisi accurate per individuare eventuali criticità.
Più critica invece la posizione della CGIL, che giudica positiva la convocazione settimanale della Commissione ma avverte: senza misure concrete, il monitoraggio rischia di trasformarsi in un esercizio formale mentre i prezzi continuano a salire






