Pronto, si fa per dire, il bando per l’affidamento della gestione del Partenio-Lombardi: la pubblicazione della procedura di gara è stata affidata alla Stazione Unica Appaltante della Provincia perché il Comune di Avellino “non è qualificato” ad appalti di una certa cifra.
Bisogna capire comunque di che somma si tratti. Se si fa riferimento al canone di 216 mila euro, per la concessione fino al 30 giugno 2027, durata massima ammissibile oppure nel bando si tiene in considerazione il valore della concessione che è di 2 milioni. O se il valore è di 4 milioni, come inizialmente stimato. Nel bando infatti si legge una rettifica di quanto riportato nella determina comunale del 18 marzo scorso, ovvero nell’atto che ha previsto il bando.
C’è poi un’altra curiosità. Nel bando pubblicato sulla Sua della Provincia viene meno un passaggio rispetto alla determina dirigenziale e alla delibera consiliare: non è specificato che il concessionario “sarà in ogni caso tenuto, in relazione alla tipologia di attività esercitata nell’immobile, ad ottemperare a tutte le eventuali prescrizioni richieste sia dalla normativa vigente sia dagli enti, autorità di controllo, organi sportivi preposti (a titolo esemplificativo e non esaustivo Coni, Figc, Lega ecc.) senza oneri a carico dell’amministrazione e senza alcun diritto di rivalsa”. Ora, si presume che a partecipare alla gara sarà l’Us Avellino. Si spera. Perché fino ad oggi il Comune, che è proprietario dello stadio, non si è preoccupato di prevedere alcun lavoro di adeguamento del Partenio Lombardi ai requisiti per la partecipazione alla serie B.
L’importo dei lavori è da quantificare: una cifra che oscillerebbe tra 500 mila e un milione di euro.
Nel capitolato di gara preparato dall’amministrazione comunale si legge che il concessionario – chi si aggiudicherà la gara per l’affidamento – “è tenuto a garantire la partecipazione al campionato di calcio alla squadra locale militante nella massima serie autorizzata dal Comune secondo le norme federali della FIGC ed in base alle tariffe”. E subito dopo si precisa che è “sempre possibile per il Comune di Avellino decidere di effettuare eventualmente lavori di ammodernamento ed efficientamento”. Non si capisce secondo quale eventualità. Probabilmente la promozione in serie B.
Ancora, in un’altra parte del capitolato si afferma che il concessionario è dovuto al rinnovo delle omologazioni per lo svolgimento attività sportiva, salvo non siano richiesti interventi di straordinaria amministrazione per l’adeguamento dell’impianto sportivo. L’interpretazione non è chiara. O perlomeno non sembra esserlo.
Il tempo passa e la domanda è: a chi tocca l’adeguamento dello stadio? Quanto conviene alla società dell’Avellino partecipare al bando pagando per l’affidamento di uno stadio che non è omologato per la serie B? Sarebbe il caso che il Comune facesse la sua parte. Meglio prima che dopo, quando sarà troppo tardi e sarà costretto a fare i lavori in fretta e furia, mettendo eventualmente a rischio l’iscrizione alla Cadetteria.