Sarà, condizioni metereologiche permettendo, la consueta esplosione di danze, canti e maschere ad accendere Corso Vittorio Emanuele nella consueta sfilata della domenica di Carnevale, capace di riunire gruppi da tutta l’Irpinia. Una sfilata che vuole essere una vetrina dedicata alle tradizioni del territorio e un invito a scoprire la ricchezza e varietà dei Carnevali d’Irpinia. E’ Giuseppe Silvestri, presidente provinciale Unpli, a sottolineare nel corso dell’incontro al Circolo della stampa, la crescente attenzione che i Carnevali irpini sono riusciti a conquistare sul piano nazionale: “Il Carnevale è una tradizione che torna anche quest’anno più forte che mai, capace di richiamare turisti e visitatori anche da altre province e regioni. Basti pensare al gemellaggio tra Serino e Courmayeur o tra Teora e i Mamutones sardi. Se in passato l’Irpinia era ospite dei Carnevali più prestigiosi, oggi è l’Irpinia ad accogliere gruppi di tutta Italia. E’ la conferma del riconoscimento che stanno ottenendo, grazie all’impegno di gruppi e pro loco, i Carnevali del territorio”. Spiega come “Il Carnevale affonda le radici nella nostra civiltà contadina, che siamo riusciti a conservare e che continua a far sentire la propria voce anche grazie alla forza dei nostri Carnevali. Abbiamo una grande ricchezza e una varietà di Carnevali, che spaziano dalle tarantelle alle mascherate, dalle Zeze al laccio d’amore, fino al ballo ‘ntreccio. Una varietà che finalmente comincia ad essere apprezzata dagli stessi irpini”. Silvestri non nasconde le difficoltà organizzative legate al meteo “Arriveranno circa venti gruppi da tutta l’Irpinia, la sfilata diventa l’occasione per invitare gli Avellinesi e gli Irpini a visitare i nostri paesi e conoscere le loro tradizioni, da Montemarano a Paternopoli, da Montoro a Serino. Quest’anno abbiamo scelto di realizzare video promozionali dell’Irpinia in otto lingue, per risvegliare l’interesse tra i nostri emigrati e far conoscere i Carnevali a chi si trova qui per lavoro, come gli ucraini e le altre comunità di migranti, nel segno della pace tra i popoli”. Infine, sottolinea l’impegno delle comunità che si attivano per portare avanti questa bellissima tradizione. “Noi portiamo avanti l’impegno della promozione culturale, ma ciò che è più importante sono le comunità unite che si impegnano insieme in questo periodo. Scegliere di unire le forze è una delle cose più belle che l’essere umano possa fare”.
Angela Di Nardo del gruppo folk Ballo ‘ntreccio di Forino pone l’accento sul calendario degli appuntamenti forinesi che culmineranno nella sfilata delle famiglie storiche. Felice Scozzese della Zeza di Capriglia evidenzia l’alta qualità dei Carnevali d’Irpinia, che reggono il confronto con le sfilate di Venezia e Viareggio e diventano l’occasione per comprendere la cultura contadina e andare alla scoperta dei borghi. Pellegrino Spagnuolo della zeza Cesinali ricorda Mariniello, figura storica del Carnevale irpino, sottolineando come la zeza sia simbolo in cui la comunità riesce a ritrovarsi a partire dallo Zezone che chiude i festeggiamenti al Centro Storico. Raffaele De Girolamo del Borgo Carnevale di Montoro si sofferma sulle caratteristiche delle sfilate del gruppo, dalla zeza al ballo ‘ntreccio, attraverso uno spettacolo che è recitato e contato, un vero esempio di teatro popolare, caratterizzato dalla presenza di personaggi molteplici, dal notaio al fioraio. E’, infine, Evelyn Spiniello di Ospedaletto a porre l’accento sulla grande partecipazione dei bambini alle sfilate nel segno di tarantella e quadriglia “Abbiamo scelto di portare il Carnevale nelle scuole con l’obiettivo di trasmettere ai più piccoli le tradizioni”.
Assente la zeza di Bellizzi, a causa dei lutti che hanno colpito la comunità, a sfilare la zeza di Cesinali, la zeza di Mercogliano, la zeza d Capriglia, la zeza di Montemiletto, Mascarata Ma:Bi di Serino, Mascarata Rivus di Serino, Mascarata Sala di Serino, I Tarantellati di Volturara, il Laccio d’amore di Quindici, il Laccio d’amore di Moschiano, il Laccio d’amore di Pago, il Laccio d’amore di Taurano e Marzano, il Ballo Ndreccio dei Lupett Petruresi, Mascarata e Zeza di Piazza di Pandola di Montoro, Mascarata I Figlioli di Montoro, Ballo Ndreccio di Borgo Montoro, gli Scquaccaulachiun di Teora.




