Un giornata di protesta nazionale di 24 ore indetta da Usb e dai sindacati di base (Cub, Adl, Sgb) per esprimere solidarietà alla popolazione civile palestinese della Striscia di Gaza. Ad incrociare le braccia saranno i lavoratori che operano in diversi comparti, dalle ferrovie al trasporto pubblico locale, dai porti ai taxi, ai quali va aggiunto il personale di scuole e università. Resta escluso invece il settore aereo.
Allo sciopero proclamato dalla Usb nell’ambito della mobilitazione generale a sostegno della Palestina che riguarda tutte le categorie del lavoro, senza distinzioni tra ambiti pubblici e privati, si affianca quello proclamato dalle sigle Conf.S.a.i., Cisle e Conalpe che coinvolgerà tutto il personale docente e Ata (Amministrativo tecnico e ausiliario) delle scuole pubbliche, comunali e private, del personale educativo dei servizi educativi per l’infanzia (anche i nidi) e del personale insegnante delle scuole gestite dagli enti locali. Anche in Irpinia dovrebbe essere consistente il numero dei docenti che aderiranno alla protesta.
“La scuola ha il compito di formare coscienze critiche e consapevoli, capaci di rompere l’anestesia sociale che rischia di paralizzare la società di fronte a tragedie come quella di Gaza – afferma la direttrice del network educativo “Dalla parte dei bambini” Rachele Furfaro – Parlare di pace, giustizia sociale, cooperazione e solidarietà significa riaffermare la funzione educativa essenziale: costruire mappe emotive e culturali che garantiscano la convivenza civile tra i popoli”.
Il Collegio dei docenti aggiunge: “In meno di due anni, il numero delle vittime ha raggiunto dimensioni inimmaginabili. Non si tratta soltanto di un richiamo all’empatia, ma di una questione di giustizia e di rispetto della vita, valori che una comunità matura non può ignorare né affrontare con indifferenza. Scegliere di discutere in classe del genocidio in corso a Gaza – aggiunge Furfaro – è un modo concreto e qualificante per tutelare le ragioni educative della scuola. È la scuola, infatti, l’unica istituzione in grado di rompere l’anestesia sociale in cui siamo precipitati. Immaginare un altro mondo è necessario e così diventa trasformativo insegnare la pace e la giustizia sociale, sviluppare la cooperazione tra le persone e tra i popoli, praticare la solidarietà, tutelare il pianeta, immaginare una cittadinanza planetaria”. A Napoli la manifestazione partirà, alle 9.30 da piazza Mancini mentre a Salerno l’appuntamento è alle 9 al Porto Varco Ponente di Salerno. In Irpinia sarà Grottaminarda ad accogliere il presidio alle 10 in piazza XVI Marzo. L’obiettivo è quello di estendere la mobilitazione in tutti i territori, luoghi di lavoro, scuole e piazze,, fino a che il genocidio in corso non sarà fermato, fino all’interruzione della cooperazione militare ed economica con Israele e l’apertura di un corridoio umanitario
Venerdì scorso, intanto, a scendere in piazza a Napoli per Gaza è stata la Cgil, presente alla manifestazione anche una delegazione di Avellino, guidata dalla segretaria provinciale Italia D’Acierno per ribadire che “La CGIL sta da quella parte da sempre e per sempre…non vogliamo assistere inermi al genocidio di un popolo,diritti, lavoro, pace e democrazia”. Un presidio per chiedere di fermare il genocidio e la deportazione del popolo palestinese, aprire un corridoio umanitario e dire basta al silenzio e alla complicità delle istituzioni. “La nostra regione, sottolinea il segretario generale di Napoli e Campania, Nicola Ricci, è una di quelle che hanno offerto la disponibilità ad ospitare famiglie e studenti palestinesi. Omar Suleiman attore, regista e attivista palestinese, a Napoli da cinquant’anni, dice : “Da due anni chiediamo la fine del genocidio, che invece va avanti con maggiore violenza”. Un presidio accompagnato da uno generale che ha raggiunto in alcuni settori punte dell’80 per cento.



