«Ci risiamo. Ormai è un marchio di fabbrica: il sindaco “amareggiato” (così si legge nei verbali della delibera di consiglio n. 3 del 23.03.2025), mette alla porta due consiglieri. Il loro crimine? Non aver approvato “a fiducia” gli allegati del bilancio».
Sono le considerazioni che arrivano dal gruppo consiliare di opposizione, Insieme per Tufo, con a capo Rocco Buonomo, che parla di vicenda “tragicomica”: «È bastata l’assenza forzata del gruppo di opposizione in quel Consiglio Comunale per far esplodere i malumori covati da tempo in una maggioranza mai davvero decollata. E così, nel silenzio del civico consesso, senza orecchie indiscrete, va in scena la resa dei conti. Un ultimo atto che, con ogni probabilità, sancisce in modo irreversibile la frattura tra alcuni consiglieri—già da tempo insofferenti—e il resto del gruppo di maggioranza capeggiato dal sindaco. Il quale, nel tentativo maldestro di occultare il caos, ha finito solo per renderlo ancora più evidente».
Secondo i consiglieri di opposizione, i problemi nascerebbero già con la vittoria elettorale, con l’assegnazione delle deleghe: «Il fatto stesso che l’insediamento del consiglio comunale sia stato procrastinato di quasi tre settimane la dice lunga; l’insofferenza c’era già, bastava saperla leggere.
E ora viene da chiedersi: perché questa frattura? La maggioranza è in rotta con la giunta uscente. Dobbiamo forse dedurne che il sindaco abbia bocciato i suoi stessi assessori/consiglieri del recente passato? Che il quinquennio precedente sia stato un disastro, visto che non solo non sono stati riconfermati, ma sono stati addirittura isolati all’interno del gruppo?
E il capogruppo? Silenzio. Secondo i verbali del consiglio, non ha proferito parola. Nulla da dire? Il capogruppo dovrebbe essere il collante tra giunta e consiglieri, ma in questi mesi ha percepito almeno lontanamente il malessere? Ha provato ad ascoltare i due consiglieri? Ha fatto qualcosa per evitare questa rottura? No. E il silenzio è tutto ciò che ci resta. Un silenzio assordante. Un film già visto, sempre con lo stesso finale».
Il giudizio di “Insieme per Tufo” continua ad essere molto severo: «Quanti assessori, consiglieri e capigruppo hanno consegnato le deleghe e sono spariti, non solo dal civico consesso, ma anche dal paese? Qui non si parla solo di problemi politici, ma di una vera e propria incompatibilità ambientale con il sindaco e il suo cerchio magico. E non finisce qui. In poco più di dieci anni abbiamo perso il conto dei segretari comunali che si sono avvicendati. Scommettiamo che a breve cambierà ancora?».
Per concludere:«Lo avevamo detto in campagna elettorale, ma—come sempre—è rimasto un vago ricordo. E oggi, come allora, a pagarne le conseguenze sono i cittadini. Ma forse la cosa non dispiace nemmeno più di tanto: sembra che il masochismo collettivo sia ormai l’unico sport nazionale. Contenti voi…
Noi, onestamente, non ci aspettiamo più nulla da nessuno, se non un laconico e rassegnato “panta rei”. Dopotutto, questa situazione molti l’hanno voluta fortemente. Quindi, ce la teniamo.
Come diceva un detto antico: “Chi va per mare…” ».