Arriva da “Unità Popolare per Avellino”, guidata da Aldo D’Andrea una nota per ribadire la necessità di scegliere il candidato del Campo Largo attraverso le primarie; “ ‘Molta confusione sotto il cielo, tutto va bene’. Se Mao poteva permettersi di dirlo, ad altri non è consentito nemmeno pensarlo. In vena scherzosa, pare che il “campo largo”, ovvero il raggruppamento politico delle forze di centrosinistra, aspiri a ripetere i reiterati insuccessi che si ripetono ormai da che Foti fu Sindaco! Il mito della caverna torna in grande spolvero, oggi, con ombre che si rincorrono sulle pareti, molto intente ad evitare di imbattersi nella crudità delle immagini di una realtà cittadina sofferente e piegata su di sé, rassegnata “siccome immobile”. Anni di commissari prefettizi, D’Attilio prima e Perrotta poi, mostrano che non tutto è perso e che, volendo, una nuova buona Amministrazione potrebbe essere foriera per davvero di svolta e di rilancio civile ed economico. Sappiamo che ad Avellino esistono problemi di tipo abitativo, con gli aggiuntivi rischi derivanti dalla presenza di amianto, sappiamo dei rischi idrogeologici e della necessità di porre in sicurezza costoni e argini, sappiamo di strade cittadine che ricordano “tratturi”…sappiamo di altro. E allora, che fare?, come fare? Sono domande ineludibili per la Politica, e quindi anche per un “campo largo” responsabile e convinto. A noi viene da dire, con modestia, che “ il che fare e come fare” passano per il ricorso alle “primarie” per la scelta della guida della coalizione, da farsi dopo l’avvenuta sottoscrizione di un manifesto d’intenti, pregiudiziale per ogni candidato. Si ritiene che questo sia metodo sbagliato? Possibile, ma improbabile; comunque, l’alternativa resterebbe solo quella che dal caminetto ascoso sortisca il cacicchio di giornata. Roba grossa, indiscutibilmente, in linea con la infausta tradizione elettorale, ormai ultradecennale”



