“Il fenomeno della violenza di genere continua ad essere in forte crescita. Ogni tre giorni abbiamo una richiesta che arriva dai servizi sociali di collocamento di donne vittime di violenza in struttura, richieste che non riusciamo a soddisfare”. E’ Maria Rosaria Famoso, coordinatrice Casa Rifugio Antonella Russo, a cura della cooperativa Demetra, sottolineare come “i dati continuano a restituire una realtà drammatica. Dal 2020 ad oggi 150 donne sono state prese in carico, nel 2025 37 donne di cui 25 sono nuovi arrivi e 13 erano in carico dallo scorso. Nella nostra Casa Rifugio, a cui si affianca l’impegno che portiamo avanti col Centro Antiviolenza, ospitiamo 6 donne e 9 bambini, la maggior parte di loro è con noi da un periodo superiore ad un anno. Grazie ad un’equipe multidisciplinare, composta da psicoterapeute, avvocate, assistenti sociali, mediatori ed educatori interculturali, accompagniamo le donne in un percorso di consapevolezza e autodeterminazione, offrendo consulenze relative anche alle misure esistenti per reinserirsi nella società, a partire dal reddito di libertà fino al progetto Gol. Il dato di fatto è che, malgrado gli sforzi delle operatrici, dobbiamo fare i conti con un sistema che mostra non poche criticità. I tempi di permanenza delle donne in casa rifugio dovrebbero essere brevi, non superiori ai 6 mesi ma accade spesso che anche quando le nostre ospiti hanno raggiunto autonomia lavorativa e sono in condizione di lasciare la struttura, se hanno figli, debbano aspettare quelli che sono i tempi del Tribunale dei minori. In questo modo, la struttura rischia di diventare una prigione”. Sottolinea come per rispondere ai bisogni delle donne “abbiamo aperto anche una Casa di semiautonomia, un appartamento che, come cooperativa, mettiamo a disposizione delle donne che hanno completato il percorso di autonomia. Sono loro a gestirsi all’interno di quello spazio”. Spiega come “finalmente abbiamo ottenuto un riconoscimento da parte della Regione del lavoro che portiamo avanti ogni giorno e c’è maggiore stabilita per quel che riguarda i fondi ma la strada da compiere è ancora lunga. Non possono bastare leggi e misure a sostegno delle donne che pure sono importanti, c’è bisogno di promuovere nelle scuole percorsi di educazione socio-affettiva. Anche la legge sul consenso è un passo in avanti ma è evidente che anche il consenso può non essere ciò che sembra e scaturire dalla paura del partner o da altre motivazioni. C’è bisogno che le donne portino avanti un percorso di consapevolezza”
Violenza Centro Casa rigugia antonello Russo e centro antivolenza demetra e donna, casa sei donne 9 bambini, dato che è allarmante, ogni 3 giorni richiesta di collocamento da parte dei servizi, chiedono di essere messe in protezione, non abbiamo posti, dato regaionale, spesso, fenomeno continua a crescere, qut’anno 77 donne vittime di femminicidio, la nostra caratteristica centro antiviolenza per accompagnare per un periodo lungo, avendo una propria abitazione, le accompagniamo nell’elaborazione accompagnamento e conzulenza legale con aiuto strumenti territori, le aiutiamo nell’autonomia lavorativa, reddito libertà, equipe multidisciplinare e avvocat, nella Casa due psicoteraputi e d eassitente sociale, mediatrice, educatrice interculturale, purtroppo un dato che sta diventando scomodo, permaneneze sono troppo lunghe, sceglie di essere messa in protezione, bambini collocati nella struttura, percorso genitoriale, capace di mantenere i figli, lavoro, chiederanno ischiano vittimizzazione, cava, servizi forze del’ordine, entra n xas arifugio, nella magio parte dei casai collocati in struttura, va tutelato diritto infanzia, significa che tu donna puoi andare via ma non i minori giudice finchè situazione giudiziaria non si rivolve va in casa famiglia, per,anenza in csa dovrebbe essere breve in 4 -6 mesi, elaborazione violenza, supporto autodeterminziona,e aiuto a trovare un lavoro, i tempi della donna non coinvidono con quelli del Tribunale, 50% superiore a un anno, Casa rifugio si trasforma in un prigione, ho un lavoro, ho un acsa, autorizzazione TRibunale minorenni, non trova posto, critica al sistema, aperta una Casa di semiautonomia, appartamento come cooperativa mettiamo a disposizione di quelle donne che hanno completato percorso dia utonomia, auodetreminat, offroamo periodo asa gestiscono casa in autonomi abbiamo superato grazie adll’autodeterminazione di noi operatrici, c’è sicuramente pi dignità riconoscimento del lavoro, tante misure per le donne, reddito di libertà, multintervento, progetto Gol, quando assumi violenza, hai sgravi fiscali, non possiamo continuare a chiudere donne nelle case rifugio intervenire nelle scuole su’educazione sesso-affettiva, non è soltanto un atto fisico, è un problema culturale, donne vittime di violenza, consenso nella relazione uomo donna, tanto legato alla cultura, donna islamica, non si rende conto oggetto di consapevolezza, percorso consapevolezza , non può bastare questa legge, non è solo un sì, il s’ può essere dettato dalla paura,



