Martedì, 29 Settembre 2026
04.09 (Roma)

Ultimi articoli

Quelle mazzette sotto le lenzuola che davano potere

 

Non dimenticherò mai quella sera dell’estate 1987 allo stadio Partenio. Da poco si era conclusa la partita dell’Avellino (serie A) contro una squadra straniera. All’uscita degli spogliatoi fui violentemente aggredito da un tifoso. Botte da orbi. Ricorsi alle cure ospedaliere. Da poco tempo Pasquale Nonno, direttore de Il Mattino, mi aveva dato l’incarico di seguire la squadra irpina nel campionato di serie A, sostituendo il molto più competente di me Peppino Pisano. Io, inviato speciale del quotidiano napoletano, avevo dato fastidio con le mie cronache locali ai monti nuscani e per questo di ritorno dalla missione in Libano, fui incaricato di seguire l’Avellino in serie A. Mi ritenevo più che un narratore della pelota un critico delle vicende societarie. E per questo, quella sera fui aggredito e percosso. A distanza di anni, un pentito mi rivelò che mandante di quella vicenda sarebbe stato nientemeno che il presidente dell’Avellino calcio. Il giorno dopo l’aggressione, la grande stampa nazionale si interessò al caso e a chi mi chiedeva se avessi sospetti, per non fomentare ulteriori polemiche, preferii rispondere con il silenzio e dichiarazioni di circostanza. Questo episodio, minimo e dal sapore autoreferenziale, mi offre l’occasione di raccontare Elio Graziano, scorparso ieri, protagonista di una delle pagine più inquietanti della storia, non solo provinciale. Nella sua figura si intrecciano profili contrapposti che vanno dall’intraprendente imprenditore meridionale, con i suoi limiti e la grande furbizia, fino all’uomo di potere che appare generoso non tanto per umanità, ma per ostentazione di una facile ricchezza. E soprattutto l’ignaro (non so quanto) costruttore di morte in quella fabbrica dei veleni di Pianodardine che continua a mietere vittime. Le migliaia di pagine processuali lo consegnano alla storia come un corruttore eccellente, che attraverso l’invenzione del tnt (tessuto non tessuto) faceva viaggiare gli italiani sul quel bianco velo poggiatesta che aveva inondato le rotaie delle Ferrovie dello Stato. Gli era stato facile scalare la vetta dei nuovi ricchi. E grazie a questo era riuscito ad entrare nei salotti corrotti della politica, grazie agli amici degli amici. Anche magistrati, giornalisti, faccendieri, mondo del calcio, tifosi assoldati. Era diventato talmente potente da essere riverito da tutti i partiti, ai quali, come lui avrebbe confessato, aveva lasciato oboli per fare politica. Ligato, Signorile, Rocco Trane, nomi eccellenti e qualcuno dalla fine malavitosa, erano passati per le sue stanze. Il suo caso fece esplodere la necessità di evocare una questione morale che avrebbe avuto grande attenzione negli anni successivi con la Grande corruzione di Mani Pulite. Poi, come sempre accade quando la buona sorte volta le spalle, era caduto in disgrazia. A salire e scendere le scale dei tribunali, tra latitanze d’oro e arresti domiciliari, fino alla patrie galere. L’illusione del potere è capace di consegnare anche queste lezioni di vita, quella solitudine fatta a volte di rimorsi che conduce fino alla morte. C’è un grande buco nero nel percorso terreno di Elio Graziano: è l’Isochimica. La fabbrica che uccide, che aveva ucciso e che speriamo non continui ad uccidere per quel deposito di amianto che ha infestato un intero quartiere della città e che oggi si snoda, con i suoi racconti agghiaccianti, dentro le aule di un tribunale. Lì, a Pianodardine, le Ferrovie dello Stato facevano arrivare le carrozze dei treni da scoibentare. Lì, senza alcuna protezione dall’amianto, decine di operai hanno conosciuto l’inferno, lì ci sono croci che chiedono giustizia. Lì, a mani nude a con il respiro affannoso, operai bisognosi di lavoro, graffiavano a mani nude il veleno della morte. Questo enorme buco nero resterà indelebile nella memoria di una comunità provata che non chiede vendetta, ma giustizia. Elio Graziano stamane compirà il suo ultimo viaggio. Porterà con sé il vissuto spericolato di un protagonista che era riuscito a creare quei sentieri dell’illusione che sono propri di chi mal coniuga potere e origini. E’ bello pensare in queste ore che il suo incontro nell’aldilà con gli operai morti in fabbrica gli restituisca consapevolezza. Ma certamente non saranno nello stesso girone.

edito dal Quotidiano del Sud

di Gianni Festa

Condividi

Picture of admin

admin

Lascia un commento

Cronaca

Sono accusati di aver coperto la latitanza di Antonio Aloia, il quarantasettenne boss di Acerra, accusato di essere uno dei…

Dal napoletano ad Ariano Irpino per far arrivare la droga nel carcere irpino. I militari del Comando Provinciale della Guardia…

Nell’ambito di mirati controlli finalizzati alla lotta agli incendi boschivi, i Carabinieri del Nucleo Forestale di Serino, in sinergia con…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Ariano Irpino – La coalizione che, nelle scorse elezioni amministrative del Tricolle, ha sostenuto e fatto vincere il sindaco Mario Ferrante conferma e rinnova “la fiducia al primo cittadino, garante della coalizione e dei patti elettorali”. In un comunicato stampa, Azione, Patto Civico, Fdi, Fi e Liberi e Forti-Insieme per...

TAURASI – Tre giornate di studio, approfondimento e pratica dedicate ai grandi capisaldi della letteratura pianistica. È in programma il 7, 8 e 9 novembre 2026, al Castello Marchionale di Taurasi, il seminario di formazione e interpretazione pianistica “I Grandi Capisaldi del Repertorio Pianistico”, promosso dal Comune di Taurasi e...

Le forze politiche e civiche Azione, Patto Civico, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Liberi e Forti/Insieme per Ariano, riunitesi nella giornata di ieri, hanno sottoscritto un documento politico con il quale confermano e rinnovano la piena fiducia al Sindaco Mario Ferrante, ribadendo la volontà di proseguire in sintonia il percorso...

Riceviamo e pubblicamo da Radici e Futuro La Festa dell’Unità dovrebbe essere il momento in cui il Partito Democratico siincontra, discute e costruisce qualcosa insieme. Ad Avellino, invece, alcunirappresentanti della maggioranza hanno deciso di organizzarla da soli, lasciando fuoridai preparativi una parte importante del partito. Il punto non è partecipare...

Ultimi articoli

Attualità

Questa mattina in Prefettura si è svolto un incontro dedicato alla viabilità e alla sicurezza della circolazione nel Comune di…

Questa mattina, in Prefettura, si è riunito il Comitato Operativo per la Viabilità (COV) per un esame di alcune criticità…

AVELLINO – Mettere Avellino e l’Irpinia al centro delle dinamiche economiche del Mediterraneo, valorizzandone il ruolo strategico e costruendo nuove…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy