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Movimento forense Avellino, inaugurato nuovo progetto

 

Lo scorso 28 settembre si è tenuta, presso la sala convegni della prestigiosa Residenza Ripetta, la presentazione del nuovo centro studi Koinè Diàlektos (n.d.r. la lingua comune).
Il progetto nasce dall’idea e dalla passione di un gruppo di professionisti, avvocati e commercialisti, con l’intento di fornire, da Nord a Sud, un contributo all’attuale fronte politico di destra per sollecitare un rinnovato impegno nel Paese.
All’incontro sono intervenute personalità di rilievo dei partiti che oggi costituiscono la costellazione di destra, tra i quali è doveroso citare: l’On. Renato Brunetta, l’On. Giuseppe Gargani, l’On Barbara Saltamartini, l’ex Sindaco della Capitale Gianni Alemanno e l’On. Ignazio Larussa, l’On. Antonio Buonfiglio, i Consiglieri comunali Ignazio Cozzoli, Fabrizio Ghera e Francesco Marcolini, già Presidente di Zetéma, l’On Dario Rossin, l’On. Walter Rizzetto, l’avv. Avv. Ignazio Abrignani, l’avv. Domenico Naccari.
Chiamato a moderare gli interventi il giornalista Antonio Rapisarda.
Dopo l’introduzione dell’Avv. Romano Cerquetti, mente del progetto Koinè, l’Avv. Gaetano Napolitano, del Foro di Avellino, ha introdotto il tema della discussione.
La riforma costituzionale è stato il Leit Motiv dell’incontro e dall’opinione che i politici hanno espresso al riguardo, qualcuno ha cercato di immaginare il futuro della Destra.
L’apertura è spettata all’On. Brunetta il quale ha subito puntualizzato che dalla lettura della riforma costituzionale in combinato disposto con la legge elettorale emerge immediatamente un sistema eversivo e verticalizzatore del potere.
Tuttavia, Brunetta ritiene che il referendum potrebbe salvare un centrodestra spappolato, poiché la vittoria del NO potrebbe servire da catalizzatore per le frammentate forze ora in campo.
È intervenuto, poi, l’On. Gargani, politico di lungo corso e di smisurata esperienza. Alla domanda: quali sono le motivazioni dietro le ragioni del SI? La risposta: esistono motivazioni sottostanti alla riforma, quali, tra tutte, l’abolizione della rappresentanza. Il Senato diventerà un organismo anomalo, privo di coerenza logico istituzionale. Gli enti locali eletti dal Senato entreranno in contrapposizione con lo Stato centrale e proprio per questo, richiamando il costituzionalista Onida, Gargani ha sostenuto che aumenteranno i contenziosi.
Il principio di sussidiarietà verrà meno.
È stato poi il momento dell’ex Sindaco della Capitale Alemanno. Alla base della riforma sussistono degli equivoci : 1) per governare il Paese è necessario ridurre la sovranità popolare. Ma, a parere dell’ex primo cittadino, il difetto di governabilità deriva dal conflitto tra istituzioni e lobby; 2) Non si comprende cosa sia il Senato derivante dalla Riforma costituzionale.
E nell’analizzare gli “errori” del centro destra, Alemanno ha sostenuto che il centro destra deve essere inclusivo e deve inglobare tutte le realtà locali facenti capo ai Comitati e alle Associazioni. Le parole d’ordine devono essere UNITÀ, INCLUSIVITÀ E PARTECIPAZIONE.
Intervento appassionato quello dell’On. Larussa, il quale ha identificato le ragioni della riforma in a) ragioni tecnico giuridiche; b) ragioni politiche. A parer suo, infatti, il Premier Renzi ha personalizzato il referendum, ma il Patto del Nazareno costituisce il vero peccato originale, che ha condotto la sinistra Renziana verso l’egemonia. Anche per Larussa, il file rouge della riforma risiede nell’annullamento del peso della sovranità popolare.
Interessante e di alto profilo l’intervento dell’On. Saltarmartini per la Lega Nord: l’esito del referendum avrà un’influenza su tutta la realtà successiva ad esso e, in tale contesto, dati gli esiti del passato, La Lega Nord si chiede se ci sarà un secondo Patto del Nazareno
In rappresentanza degli enti locali è intervenuto il Consigliere regionale Fabrizio Sartori il quale ha approfondito l’influenza della riforma nei confronti dell’Amministrazione locale. I Fondi arriveranno ai Comuni senza premiare l’Amministrazione virtuosa. I Sindaci perderanno le loro prerogative, divenendo dei meri Prefetti.
Il Governo centrale diventerà una forza che salirà al potere con pochi voti ma con molti poteri.
Meritevole di menzione anche l’intervento dell’Avv. Ignazio Abrignani il quale ha, poi, auspicato una ricomposizione del centro destra su posizioni moderate.
A seguire, ha preso la parola l’On. Walter Rizzetto, vice presidente commissione lavoro della Camera, che ha portato la testimonianza della propria storia politica, dalla transizione dal Movimento 5 stelle alla corrente di destra, passando per l’impegno personale nell’azienda di famiglia e a quello quotidiano nella politica.  
E a concludere i lavori il lungimirante intervento dell’Avv. Domenico Naccari il quale ha auspicato che la politica forense scenda sul campo della politica civile.
Lieti di un parterre così qualificato e numeroso, Koinè Diàlektos ha dato appuntamento per il prossimo incontro a Milano.

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