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Sel, conclusa la tre giorni in valle Caudina col confronto tra Scotto e Rosato

 

Sì è appena conclusa la tre giorni di dibattiti di Sinistra Italiana a San Martino Valle Caudina ( Avellino) .
Oltre ogni più rosea di ogni aspettativa la tre giorni ha visto la partecipazione di tantissimi visitatori che hanno assistito con interesse  ai diversi incontri  a partire dal primo dedicato alle ragioni del NO nella battaglia referendaria costituzionale.
Nel corso della festa trenta giovani provenienti da tutta la regione hanno soggiornato nel suggestivo  convento di San Francesco dando vita a una interessante esperienza di scuola politica  dedicata proprio ai temi della riforma della Carta fondamentale dello Stato.
La festa si è conclusa con il confronto tra i capogruppo alla Camera  di Sinistra Italiana on. Arturo Scotto e l’on. Ettore Rosato, Presidente dei Deputati del PD.  A moderare l’incontro il Presidente dell’Ordine dei Giornalisti Ottavio Lucarelli, dalla redazione campana del quotidiano “La Repubblica”.
Un grande interesse  che nella festa, intitolata “Si scrive Sinistra, si legge Sud”,  ha visto protagonista proprio il Mezzogiorno che  arranca in un Paese palesemente a  trazione nordista. Nel merito del confronto tra i due esponenti istituzionali Scotto ha denunciato, conti alla mano, come si siano incredibilmente  bruciati migliaia di posti di lavoro negli ultimi anni, in particolare proprio in quelle aree meridionali più colpite dalla perdurante crisi economica, evidenziando come i provvedimenti governativi siano solo meri palliativi e che non sono per nulla orientati a una organica politica di reinvestimento disattendendo nella redigenda  legge di bilancio proprio la cosiddetta  la “clausola Ciampi”, che prevede di destinare il 45% degli investimenti pubblici al Mezzogiorno.
Il capogruppo PD Rosato ha ribadito la necessità di puntare sullo sviluppo del Mezzogiorno perché esso è funzionale a quello più generale del Paese e al sistema europeo. “Il Governo ha invertito la rotta, il Sud cresce a un ritmo più sostenuto che nel resto d’Italia, ma non siamo soddisfatti perché pur essendoci le risorse esse sono insufficienti sotto l’aspetto quantitativo e in diversi ambiti anche qualitativo. Serve capacità e qualità nella spesa .”ha proseguito l’esponente del Partito Democratico”. 
L’on.  Scotto ha rilanciato la discussione riprendendo il tema referendario affermando che “In questa battaglia, importante per il futuro della democrazia italiana, ci sono molti argomenti propagandistici. “La riforma della costituzione non avrà nessun effetto sulla ripresa. Sul titolo V, ad esempio, la ricentralizzazione prevista dalla riforma non aiuterà affatto il Sud e le comunità locali, con scelte che saranno calate dall’alto e non generate da un processo partecipativo democratico e territoriale . Non è così che si costruisce lo sviluppo”.
L’on.  Rosato riprendendo la discussione ha affermato che  con la riforma ricostruiamo le fondamenta del Paese. “Troppi ritardi nel processo legislativo. Superando il bicameralismo rendiamo più efficiente la macchina dello Stato e questo avrà un effetto anche sull’economia del paese. Ad esempio sulle infrastrutture e sull’energia la centralizzazione siamo certi che avrà effetti positivi. La riforma prevede un nuovo rapporto più equilibrato tra stato e regioni, che premia quelle  più virtuose” ha concluso il capogruppo del PD.
L’on.Scotto ha spostato il ragionamento sulla legge di riforma elettorale, la cosiddetta “ Italicum” chiosando che “quel provvedimento oramai  non è più figlio di nessuno ma è un buon esempio per votare “no” al referendum. “Non vorrei che  si facesse con la Costituzione quel che è stato fatto con la legge elettorale e ci si accorgesse dopo qualche mese che è totalmente sbagliata. Sull’ ”Italicum” misero addirittura la fiducia. Bisogna cambiarla, ma bene. È necessario eliminare tutti gli aspetti di incostituzionalità della legge, a partire da quelli che limitano l’espressione della sovranità popolare e che distorcono la rappresentanza, prima che si esprima la corte, come proporremo al Parlamento nei prossimi giorni” ha precisato il Capogruppo Scotto.
L’on. Rosato ha  richiamato a sé la convinzione che il PD resta l’unico partito che discute. “C’è un dibattito aperto nel nostro partito  sulla legge elettorale. Ma per me l’ “Italicum” si cambia se c’è una spinta delle opposizioni. comunque difendo il passo avanti rispetto al “Porcellum” fatto da questa legge” , ha concluso il capogruppo PD.

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