GROTTAMINARDA – Anche +Europa Avellino scende in campo contro i trasferimento del corso universitario di infermieristica da Grottaminarda a Caivano: “Lo scenario di chiusura nella sede di Grottaminarda del corso di laurea in Scienze Infermieristiche ed in parallelo l’apertura di un analogo corso a Caivano penalizza nuovamente le aree interne, siamo di fronte all’ennesima situazione divergente, da un lato ci sono gli investimenti per la costruzione della stazione dell’alta velocità per rendere la Valle dell’Ufita e l’Alta Irpinia una area connessa alle grandi città italiane e in direzione opposta, l’azzeramento dei poli di formazione e di produzione, conducendo queste zone allo spopolamento”.
A parlare è Angelo Di Pietro, dirigente di +Europa Avellino, sulla situazione di questi giorni che sta interessando la sede universitaria dell’Università Vanvitelli a Grottaminarda. “Ricordiamo – continua Di Pietro – la formazione in scienze infermieristiche è la prima a garantire un tasso di occupazione di oltre l’80 per cento a distanza di un anno dalla laurea, quindi, rappresenta una grande possibilità per entrare nel mondo del lavoro soprattutto per i giovani della Valle dell’Ufita e dell’Alta Irpinia senza essere costretti ad allontanarsi per poter studiare”.
“Inoltre, il polo universitario a Grottaminarda deve puntare ad ampliarsi e non a ridursi, attraendo maggiori studenti sia dalla provincia e sia dal resto della regione, garantendo in questo modo un’ottima fonte alimentante dell’indotto economico locale”.
Anche Alfonso Maria Gallo, dirigente nazionale di +Europa e candidato alle elezioni europee nella lista Stati Uniti d’Europa, ribadisce: “Occorre evitare una lotta tra aree, bisogna garantire pari opportunità di sviluppo in un’ottica di una crescita sociale ed economica che non sia condizionata da scelte di visibilità. Siamo convinti che un’Europa più integrata debba salvaguardare e valorizzare le diversità culturali partendo dalle città, nel quadro dell’identità multilivello che caratterizza il modello europeo, perché è a livello locale che la coesione e l’integrazione hanno successo o falliscono”.