Tira aria di festa, a Grottaminarda. Anzi di Festone. Questa è l’edizione numero 134. Forse la più antica d’Irpinia. Ma che non ha perso lo smalto. In questi giorni è bello vedere vecchi amici che si incontrano, le cui tracce non si sono perse. E i grottesi di ritorno, quelli che ormai lavorano stabilmente in altre parti d’Italia e all’estero, tornano bambini. Ma cosa vuol dire, per Grottaminarda tutta, quello che ad ogni agosto arriva da più di un secolo? C’è lo dice il sindaco della cittadina ufitana, Marcantonio Spera.
Il Festone di Grottaminarda va verso i 135 anni. La tradizione e la modernità ancora si mescolano. Come oggi viene concepito questo avvenimento?
“Come sempre con un tripudio di emozioni. Vecchio e nuovo si intrecciano in un abbraccio vitale che accende i cuori, ma la spinta giovanile deve trionfare”.
Per tanti anni il Festone e la politica hanno camminato insieme. E oggi?
“Camminano sempre insieme, ieri, oggi e domani non sempre amandosi ma tenendosi per mano. La domanda è tendenziosa ma io non ho difficoltà a rispondere che la buona politica dovrebbe adottare il festone e proteggerlo ed educarlo come un figlio”.
Cosa significa per Grottaminarda il Festone?
“Il Festone per la Comunità è lo specchio della vita, bello e affascinante anche se logoro è appannato ma capace sempre di illuminarsi con le Stelle”.
La sua è una comunità viva. E che non è solo Festone. Ma è anche la Fratta, il torrente Molinello, la fontana di S.Tommaso, la cui storia dice che è fredda d’estate e calda d’inverno, il Castello in cui da bambino visse il dottore della Chiesa. Cosa sta facendo la sua amministrazione per far tornare queste cose quelle che erano una volta?
“Grottaminarda sta Rinascendo e il merito è di tutti. Lo dico con sincerità e non rivendico meriti speciali, anzi io stesso e questa amministrazione siamo figli di un riscatto e di una volontà di migliorare il mondo, e la spinta propulsiva sono i giovani che stanno capendo che devono prendersi la propria libertà e spingere a tutta per non scappare. Questa amministrazione sta facendo tanto e a breve si vedrà ancor più, e proprio al riguardo di quegli spazi storici e caratterizzanti da lei citati, proprio sulla spinta dei giovani amministratori e dei tanti giovani che con altri ruoli, vedi Festone, interpretano un futuro civile e radioso”.



