Rinviata ancora la decisione sull’aumento delle tariffe, volute da Arera, della quale si doveva discutere, questo pomeriggio, presso la sede dell’organo esecutivo dell’Eic. Ancora un nulla di fatto, quindi. Davanti alla sede i Comitati che hanno chiesto di essere ricevuti. Soltanto a cinque persone è stato concesso di entrare. Tra questi c’era anche padre Alex Zanotelli. “Acqua Bene Comune” e”Uniamoci per l’acqua”, insieme all’associazione “Terra mia” sono già pronti, intanto, addebiteremo le prossime mosse”.
L’organo esecutivo dell’Eic, dal canto suo, assicura che”non si vuole far cacciare soldi a nessuno e che esistono regole e meccanismi che portano agli aumenti”. Mentre si aspetta un intervento della Regione, la proposta di un rinvio, fatta dal coordinatore irpino Palmieri, è stata dunque accolta. Per alcuni dei componenti dell’Eic è soltanto”una tempesta in un bicchiere d’acqua”.
E si è ritenuto opportuno soprassedere. Anche perché si doveva anchedecidere della privatizzazione del distretto di Caserta. Intanto non cambia niente. Perché lasciano senz’acqua almeno due province, Irpinia e Sannio, ma non è che il resto del Meridione se la passi meglio. Infatti la crisi, o emergenza idrica, comunque la si voglia chiamare ha ormai portato alla disperazione tante comunità.
Gli enti, tipo l’Alto Calore Servizi, fortemente indebitato, che galleggia senza prospettive. Così come i sindaci che non riescono ad intendersi e mettersi d’accordo su quello che devono fare. E le assemblee per sbloccare le tariffe, che Arera vuole aumentare del trenta per cento, terminano con un niente di fatto.
O con un rinvio come quella di oggi pomeriggio, presso l’Eic a Napoli. Dove si dovevano ratificare gli aumenti. Ma com’è che di un bene pubblico, di tutti, per il quale è stato indetto un referendum, vinto da chi ha affermato quel principio, non si riesce ad usufruire?



