di Anna Di Paolo e Fiore Carullo
“L’ analisi accurata delle mie radici e la profonda ricerca di me stesso, come montellese ma soprattutto come avventore e appassionato di montagna mi hanno indotto alla realizzazione di Fatti e Malefatte”.
Sono queste le prime dichiarazioni di Massimo Gramaglia, artigiano irpino di 52 anni che, con una raccolta di storie romanzate sul brigantaggio montellese, giunge alla sua terza opera.
Divisa in cinque sessioni, “Fatti e Malefatte” narra, con dettagliata descrizione, le notizie e gli avvenimenti storici riguardanti il tema del brigantaggio irpino, principalmente montellese, in tutte le sue connessioni sociali, economiche, geografiche e talvolta politiche dal 1860 al 1873.
L’ autore rivela, con umili tonalità, il bisogno di esaltare il proprio senso di appartenenza a quella terra, un tempo, generatrice di “malefatte” come furti e crimini vari, siglati dai briganti a causa di diversi fattori come la povertà, la solitudine familiare, l’ abuso di potere o semplicemente la pura cattiveria, che egli stesso inquadra nel capobanda protagonista della narrazione, che risulta reale con quale nota fantasiosa. Dopo un lungo lavoro fatto di profonde ricerche presso diversi archivi della nostra regione, l’ opera di Massimo Gramaglia giunge, con la collaborazione de “La Casa di Giuseppe Casciaro” Officina Culturale di Nusco diretta da Gianni Marino, alla prima presentazione in programma domenica 5 ottobre alle ore 17.00 a Montella presso la sede dell’ Ass. di Volontariato Pro-Disabili “Autilia A.Volpe” diretta da Damiano De Stefano.
Nell’ incontro relazioneranno, rispettivamente sui filoni psicologico e storico-sociale, la counselor Anna Capriolo e il giornalista nonché critico letterario Fiore Carullo, dietro il coordinamento di Anna Di Paolo.
“Mi auguro che questa raccolta sia utile strumento culturale per riaccendere riflessioni e interrogativi su questa tematica, suscitando soprattutto l’interesse dei più giovani, ricordando loro il valore essenziale della propria terra e delle proprie risorse senza alcun pregiudizio”.
Così conclude l’ autore, fiducioso del dibattito generale.
Anna Di Paolo e Fiore Carullo


