Sarà la storia del Palazzo Baronale di Prata a rivivere il 15 e 16 novembre a Prata. “Nel centenario della donazione di questo imponente edificio da parte della famiglia Di Marzo al Comune di Prata – scrive Giulietta Fabbo, tra le relatrici dell’Incontro – a rivivere sarà la storia della residenza storica della Famiglia Zamagna, per confrontarsi sulla necessità che questi luoghi della memoria possano ancora vivere in una nuova dimensione e funzione sociale. Per questa ragione al Convegno, che si terrà nel pomeriggio del 15 novembre, verrà affiancata una rassegna dal titolo estremamente esemplificativo “Trenta Storie per trenta stanze” : prenderanno forma e si snoderanno nelle sale del Palazzo narrazioni tematiche che illustreranno tradizioni, volti, memorie che nell’arco di un secolo hanno composto il mosaico di una comunità e di uno dei suoi simboli più belli”. Interverranno Antonio Incollingo, commissario straordinario del Comune di Prata, Erika Maria Garofalo, dirigente scolastico Istituto Comprensivo di Pratola, Ferrante Di Somma dell’Azienda Di Marzo, professore Francesco Barra, già professore di storia moderna presso l’Università di Salerno, l’architetto Giuseppe De Pascale dell’Istituto Italiano dei castelli,, professoressa Giulietta Fabbo, docente di latino e greco al liceo Colletta di Avellino. Fiorentino Pietro Giovino, console e referente territoriale Touring Club Avellino, architetto Claudio D’Onofrio, progettista e direttore dei lavori di restauro. Modera Floriana Guerriero.
Era il 1134 quando le truppe normanne di Ruggero II di Sicilia distrussero il centro abitato fortificato, che includeva un maniero. Successivamente, in epoca sveva, la famiglia de Avenalia ricostruì il castello e l’edificio fu in parte usato come prigione dell’imperatore Federico II. Nel 1418 il feudo di Prata fu assegnato a Sergianni Caracciolo, ma in seguito confiscato per congiura. Il feudo passò alla famiglia Gargano di Aversa (Tommaso I) che lo tenne fino al 1617. Nel 1617 Antonio Gargano cedette il feudo a Giovanni Andrea Cesarano di Castelmozzo. Lcostruzione attuale del palazzo risale al XVII secolo: “realizzato … nel XVII secolo” secondo le fonti. La famiglia Zamagna (originaria della repubblica marinara di Ragusa, oggi Dubrovnik) divenne proprietaria nel 1681. Con l’abolizione della feudalità nel Regno di Napoli nel 1806, finisce l’era signorile feudo/potere. Nel 1854 l’edificio passò a Niccolò De Gradi. Infine, la famiglia Di Marzo donò il Palazzo al Comune di Prata nel 1925, come ricorda una lapide all’ingresso. Dopo la fine della signoria feudale, il palazzo è stato sede del municipio, delle scuole medie e delle Suore Carmelitane.
La pianta è quadrilatera, con facciata trapezoidale, molti finestroni archivoltati e balconi con davanzali modanati. l’ingresso si accede in un cortile esterno di forma irregolare, attorno al quale si sviluppano due corpi di fabbrica di altezze diverse. All’interno sono presenti sale decorate con affreschi a finte volte, lunette “a grottesche” con soggetti naturalistici e mitologici, medaglioni con allegorie. Nelle mura del palazzo è incastonata la cappella dedicata a San Michele, accessibile internamente e pubblicamente.



