Due anni di reclusione per furto senza sospensione della pena e risarcimento delle spese legali. Si e’ chiuso cosi’, davanti al giudice monocratico del Tribunale di Roma. Il processo con rito abbreviato per un quarantaseienne (attualmente agli arresti domiciliari) accusato di aver portato via preziosi e dispositivi informatici dalla villetta di un magistrato di Lauro.
Il magistrato aveva deciso di costituirsi parte civile nel processo, rappresentato dall’avvocato Francesco Ponzi. Il giudice ha accolto la richiesta di condanna invocata dalla Procura di Roma e dalla parte civile. Il quarantaseienne dovrà’ risarcire anche la parte civile costituita.
La vicenda risale all’aprile scorso, quando dopo il raid avvenuto all’interno dell’abitazione del magistrato, gli agenti del Commissariato di Ps di Lauro, agli ordini del vicequestore Elio Iannuzzi, erano riusciti ad individuare sia grazie all’air tag su alcuni dispositivi e sui preziosi che alle immagini della video sorveglianza l’autore del furto.Le indagini immediate consentivano agli agenti del Commissariato di P.S. di individuare la posizione del’46enne che veniva intercettato e fermato insieme al a personale della Polizia Ferroviaria di Napoli all’uscita della stazione Circumvesuviana di Napoli. Durante la perquisizione, la refurtiva, inclusi il computer e il tablet, è stata recuperata.
Per quanto accertato, l’uomo fu dichiarato in stato di fermo. Il Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Napoli, informato dell’arresto, dispose la traduzione del 46enne presso il carcere di Poggioreale.



