E’ iniziata la XII Legislatura del Consiglio regionale. Si apre la stagione guidata dal presidente Roberto Fico. Il neo governatore si è seduto da solo al banco riservato alla giunta. L’assemblea legislativa campana è stata presieduta dal consigliere più anziano di età, Fernando Errico.
Massimiliano Manfredi, consigliere regionale del Pd, eletto alla presidenza del consiglio regionale: 41 voti a favore sui 51 espressi. Sei le schede bianche. Due sono state le schede nulle: tra queste una riportava il nome di De Luca. Infine un voto è andato alla consigliera regionale Lucia Fortini, del gruppo A Testa Alta, e uno al consigliere regionale Luca Fella Trapanese del Movimento 5 Stelle.

Nel suo discorso Manfredi ha ricordato Anna Tagliaferri e Giacomo Burtone, rispettivamente ultima vittima di femminicidio e ultima ‘morte bianca’ in ordine di tempo in Campania. “Anna Tagliaferri, 40enne di Cava de’ Tirreni – ha detto Manfredi – è l’ultima vittima di femminicidio nella nostra regione, Giacomo Burtone, 49enne di Cercola, rappresenta l’ultima morte bianca in una regione che purtroppo ne ha il triste primato. Sono due temi, quello del femminicidio e quello delle morti sul lavoro, su cui quest’aula si è saputa unire e ha approvato provvedimenti che ci hanno consentito non di fermare la mattanza, ma di consentire a questa regione di avere delle legislazioni e delle leggi di grande avanzamento. Credo che questi punti rappresentino un momento in cui, a prescindere dalle appartenenze, il nostro ruolo di legislatori ci deve far sentire utili ai cittadini che ci hanno dato il consenso”.
Manfredi – fratello del sindaco di Napoli Gaetano – è uno storico esponente “dem”: dal 2008 al 2009 e’ stato coordinatore per le attività programmatiche nazionali del Pd all’interno del gruppo dirigente del Pd con Walter Veltroni e Dario Franceschini. Dal marzo 2013 al marzo 2018 e’ stato deputato della Repubblica.
Al consigliere regionale Maurizio Petracca la carica di capogruppo Pd.
Per il capogruppo di Fratelli d’Italia, Gennaro Sangiuliano, “l’elezione di Massimiliano Manfredi, per il quale abbiamo votato per dare un segnale di collaborazione istituzionale, rappresenta la prima sconfitta di De Luca e del deluchismo. Fino a pochi minuti prima dell’inizio del consiglio la maggioranza era profondamente spaccata. Il monarca spodestato ha provato a manipolare ma è stato respinto. Diciamo che c’è stato un soccorso blu, siamo di destra e crediamo nel valore delle istituzioni. Il fatto che siano usciti voti a Trapanese, Fortini e uno nullo a De Luca è significativo circa compattezza della maggioranza”.
“Non mi pare un buon segnale per la maggioranza e per il presidente Fico”. Questo il commento di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri e sfidante per il centrodestra alle elezioni regionali, sulla mancata indicazione, a pochi minuti dalla prima seduta del nuovo Consiglio regionale della Campania, dei nomi che comporranno la Giunta. Cirielli, che non vuole “enfatizzare questo dato perché ci sono ancora dei giorni di tempo”, aggiunge: “Ricordo al Pd che Fico è il presidente eletto dal popolo, quindi è lui il presidente, lo mettano in condizione di lavorare. Noi faremo la nostra parte, faremo un’opposizione trasparente, istituzionale, nell’interesse dei cittadini campani per far funzionare la giunta. Ci aspettiamo segnali di cambiamento soprattutto nel metodo usato in dieci anni di sostanziale monocolore Pd, ma giudicheremo dai fatti”.
La composizione del nuovo consiglio regionale
PARTITO DEMOCRATICO Giorgio Zinno Salvatore Madonna Massimiliano Manfredi Loredana Raia Bruna Fiola Francesca Amirante Maurizio Petracca Marco Villano Corrado Matera Franco Picarone MOVIMENTO 5 STELLE Luca Trapanese Salvatore Flocco Gennaro Saiello Elena Vignati Raffaele Aveta A TESTA ALTA Giovanni Porcelli Lucia Fortini Gennaro Oliviero Luca Cascone AVANTI CAMPANIA Giovanni Mensorio Giovanni Iovino Andrea Volpe ALLEANZA VERDI E SINISTRA (AVS) Carlo Ceparano Rosario Andreozzi FICO PRESIDENTE Nino Simeone Davide D’Errico Giovanni Maria Cuofano CASA RIFORMISTA PER LA CAMPANIA Ciro Buonajuto Vincenzo Alaia Pietro Smarrazzo MASTELLA – NOI DI CENTRO / NOI SUD Giuseppe Barra Pellegrino Mastella FORZA ITALIA Massimo Pelliccia Susy Panico Livio Petitto Fernando Errico Giovanni Zannini Roberto Celano FRATELLI D’ITALIA (FdI) Ira Fele Gennaro Sangiuliano Raffaele Maria Pisacane Ettore Zecchino Vincenzo Santangelo Peppe Fabbricatore CIRIELLI PRESIDENTE Francesco Iovino Sebastiano Odierna LEGA Michela Rostan Massimo Grimaldi Mimmo Minella
Il discorso di Errico
Il nuovo presidente della Regione Roberto Fico è in aula senza giunta. Ad aprire i lavori il presidente del consiglio regionale facente funzioni in qualità di consigliere più anziano, Fernando Errico, esponente di Forza Italia.

“In questa aula – ha detto Errico – democrazia smette di essere un principio astratto e diventa un dovere concreto, un valore misurabile, un esercizio quotidiano. È esattamente in questo passaggio che le istituzioni dimostrano se sanno essere all’altezza della fiducia ricevuta. Ogni insediamento, infatti, non è mai un atto meramente formale: è il momento in cui la volontà espressa dai cittadini nelle urne si traduce in funzione istituzionale, in cui la rappresentanza diventa responsabilità, in cui il consenso si trasforma in servizio.
Il Consiglio regionale è il luogo più alto della rappresentanza democratica della nostra Regione. È qui che si incontrano visioni, storie e sensibilità diverse, ma è soprattutto qui che queste differenze devono trovare una sintesi responsabile, capace di produrre scelte utili, solide, riconoscibili nella vita quotidiana delle persone.
Care colleghe e cari colleghi, quest’Aula non è chiamata a misurare distanze politiche: da oggi è chiamata a misurare la qualità delle decisioni. È questo il contesto nel quale siamo deputati a deliberare per la nostra comunità.
Abbiamo il dovere di fare nostro il senso comune, di ascoltare con rigore, valutare con rispetto e decidere nell’interesse generale. È questo l’equilibrio che dà forza alle istituzioni ed è questo il metodo che rende credibile l’azione pubblica.
La Campania che entra oggi in quest’Aula è una Regione complessa, spesso attraversata da difficoltà profonde, ma anche ricca di energie, competenze e speranze. È una terra che chiede risposte serie, non scorciatoie, una comunità che non rinuncia a pretendere dignità.
Sono molti i temi sui quali saremo chiamati a dare risposte: l’ambiente, il territorio, le infrastrutture, il lavoro. Uno, più di tutti, chiama in causa il senso stesso delle istituzioni: la sanità. Non come terreno di contrapposizione, ma come presidio essenziale di civiltà. Perché dietro ogni atto amministrativo, dietro ogni numero, dietro ogni bilancio, ci sono persone, famiglie, fragilità che chiedono ascolto e tutela. Garantire il diritto alla cura significa difendere il valore stesso della vita, assicurando equità di accesso e qualità dei servizi su tutto il territorio regionale, fino all’ultimo metro quadrato della Campania.
Accanto ai territori maggiormente infrastrutturati, infatti, esistono aree dimenticate che non possono essere considerate periferie residuali, ma componenti strutturali della Regione. L’unità del territorio regionale è un valore irrinunciabile, ma l’unità non può essere confusa con l’uniformità delle scelte. Governare territori diversi significa riconoscere le differenze, non ignorarle; significa adottare criteri capaci di leggere la realtà, soprattutto nella programmazione e nella ripartizione delle risorse. Non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali, come ricordava don Lorenzo Milani nel 1967. Riconoscere le differenze non vuol dire dividere, ma rendere giuste le decisioni, rafforzare l’equità dell’azione pubblica e garantire reali opportunità di sviluppo anche ai territori più fragili.
Sanità, agricoltura, infrastrutture e politiche sociali restano ambiti unitari dell’azione regionale; ciò che deve cambiare è lo sguardo con cui queste politiche vengono declinate nei diversi contesti territoriali, superando approcci che nel tempo hanno prodotto squilibri.
Tutto questo va fatto nel pieno rispetto dei ruoli tra chi governa e chi è all’opposizione. La distinzione tra maggioranza e opposizione non è un fatto contingente, ma un elemento strutturale della democrazia. Alla maggioranza spetta la responsabilità dell’indirizzo politico e dell’azione di governo, traducendo il mandato elettorale in scelte concrete e assumendone pienamente la responsabilità istituzionale. All’opposizione spetta una funzione altrettanto essenziale: il controllo sull’azione di governo, la vigilanza sull’uso delle risorse pubbliche, la capacità di proposta e di critica costruttiva. Funzioni diverse, ma entrambe necessarie all’interesse generale. Dal rispetto reciproco dei ruoli e dalla lealtà del confronto nasce la credibilità delle istituzioni.
In questo equilibrio si colloca la funzione di garanzia del Presidente del Consiglio regionale, chiamato ad assicurare il corretto svolgimento dei lavori, il rispetto delle prerogative di tutti e la piena dignità dell’Aula. Una responsabilità che il Presidente del Consiglio regionale, che tra poco saremo chiamati a eleggere, saprà certamente esercitare con equilibrio e autorevolezza.
A lui, al Presidente della Giunta, ai Presidenti delle Commissioni che verranno eletti, rivolgo i miei più sinceri auguri di buon lavoro.
Da oggi i cittadini non ci chiedono più annunci: pretendono serietà, coerenza e risposte. Perché la qualità di una legislatura non si misura dal volume delle parole, ma dalla solidità degli atti e dalla capacità di assumersi responsabilità.
Con questo spirito rivolgo a tutte le consigliere e a tutti i consiglieri l’augurio di un lavoro serio e proficuo, all’altezza della funzione che siamo chiamati a svolgere, nell’interesse esclusivo della Campania e dei suoi cittadini”.


La composizione del nuovo consiglio regionale

