“Restituire centralità alla musica suonata dal vivo, troppo spesso oggi messa da parte”. Spiega così Francesco Pergola, giovane cantautore avellinese, nel corso di in incontro nella cornice di Spazio Arena, l’idea da cui nasce “Stream Live”, concerto omaggio alla città, in programma il 9 gennaio al Cineteatro Partenio di Via Verdi : “Sarà il primo concerto full band della mia carriera. Cuore dello spettacolo sarà la musica di Stream, il mio primo disco, pubblicato da Stream Records, vero omaggio alla mia città e all’Irpinia. Protagonisti sul palco, insieme a me, sette giovani musicisti del territorio nel segno di arte e creatività. Sarà un concerto diviso in tre parti, dall’introduzione al flow che racconta il percorso dell’album e della mia ricerca, fino allo show, in cui cercherò di presentare la mia musica in chiave spettacolare, così da coinvolgere il pubblico. Ad impreziosire lo spettacolo un mio inedito e il tributo ad un artista che ha segnato la mia formazione musicale, a dieci anni dalla scomparsa”. Un percorso, quello di Francesco, partito dalla musica elettronica, che lo ha visto suonare come dj in club internazionali, fino a giungere ad uno scrittura più intima, in cui si fondono sperimentazione e classicismo. Spiega come “il mio riferimento resta il pop, da Peter Gabriel a Michael Jackson fino al Baglioni degli anni ’90, senza dimenticare la scena rock cantautorale con autori come Neil Young. Sono influenze presenti nella mia musica ma che cerco di rielaborare in chiave personale. Mi piacerebbe che la mia ricerca arrivasse al pubblico ma soprattutto che fosse un concerto in cui protagonista fosse la musica suonata” Sottolinea come “l’Irpinia resta centrale in quest’album e in tutte le mie canzoni, dalle campagne irpine che richiamano quelle inglesi alla bellezza dei paesaggi altirpini, da Nusco al lago di Conza. Alcuni brani nascono proprio dal sentirsi immersi in questi spazi attraversati con la mia moto. Ho scelto fortemente di restare in questa terra”. Sottolinea come “sia difficilissimo fare musica in Italia, quando sei al di fuori delle logiche di mercato. La discografia non investe più e non lascia ai giovani musicisti la possibilità di sbagliare mentre sappiamo che tutti i percorsi dei grandi artisti sono costellati di errori. Alla difficoltà di fare musica si affianca quella di andare in giro con una band di sette persone, mancano, innanzitutto, gli spazi adeguati. Malgrado ciò, non ho mai smesso di scrivere le mie canzoni e ho scelto di pubblicare con un’etichetta indipendente, curando ogni aspetto del progetto perchè lo sentissi autenticamente mio, dagli arrangiamenti al publishing. Ho voluto costruire in piccolo ma nel segno della qualità. Un percorso che non poteva non partire da Avellino. Volevo che fosse un dono per la mia città, che il pubblico imparasse a conoscermi”. A caratterizzare l’album la capacità di fondere territorio e internazionalità “Ho voluto coinvolgere grandi nomi per l’ammirazione che ho sempre nutrito nei loro confronti, da Simon Philips in Strade Perdute a Chris Hughes che ha collaborato con i Tears for fears, fino ad artisti più volte al fianco Peter Gabriel e Baglioni per restituire l’idea di una musica che non ha confini. Del resto, mi sono sempre sentito più vicino alle sonorità internazionali che a quelle italiane”. Un album prezioso, quello di Francesco, registrato in diversi importanti studi di registrazione, tra cui i Real World Studios fondati da Peter Gabriel, Stream che racconta le molteplici anime dell’artista, dal singolo onirico “Dove il sogno va” fino alla profondità di brani come “Terra di Utopia” o “Strade Perdute”. “Nei miei testi cerco sempre di raccontare esperienze che ho vissuto, stati d’animo che conosco. Un processo, quello della scrittura, che parte dallo scavo nella mia interiorità, da un’indagine personale in cui spero che chi ascolta possa riconoscersi”.



