di Massimo Montanile
Nel panorama editoriale contemporaneo, dominato dalla velocità e dalla sovraesposizione comunicativa, La parola e il silenzio dei Palatucci. L’educazione cristiana di una famiglia, a cura di Antonella Prudente (Prefazione di M. Montanile; Introduzione di P. F. Autieri, Roma, Edizioni Efesto, 2026), si distingue come un’opera controcorrente, capace di restituire profondità al gesto educativo e valore al linguaggio. Il volume nasce come progetto corale che intreccia biografia, memoria storica e riflessione etico-spirituale attorno alla figura di Suor Maria Celeste Palatucci, donna colta e umile, educatrice visionaria, capace di trasformare la scuola in uno spazio di libertà e di riscatto sociale. Accanto a lei emerge l’intera famiglia Palatucci, esempio raro di continuità tra fede, cultura e servizio civile. Curato da Antonella Prudente con la collaborazione di giovani autori, il libro dà voce a una pluralità di registri: testimonianze intime, ricostruzioni storiche, riflessioni pedagogiche. Ne consegue un mosaico narrativo che restituisce l’educazione come atto relazionale, come comunicazione che non si esaurisce nella parola, ma trova nel silenzio una sua dimensione generativa.
Attraverso le diverse sezioni del volume emerge una concezione alta della comunicazione: non semplice trasmissione di contenuti, ma gesto educativo, atto di cura e di responsabilità verso l’altro. In un’epoca segnata dall’iperconnessione e dal rumore mediatico, il libro invita a riscoprire il valore dell’ascolto, della parola misurata, del silenzio che illumina.
La parola e il silenzio dei Palatucci non è solo un tributo biografico, ma una proposta culturale di grande attualità: educare significa testimoniare, comunicare significa costruire comunità. Un messaggio utile e necessario, oggi più che mai.



