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Diciassettenne sequestrato per vendetta a Torino, confermata la misura cautelare in carcere per l’ex boss Moscatiello

Confermata la misura cautelare in carcere per Gianluca Moscatiello, 49 anni, ex affiliato al clan Genovese, poi divenuto collaboratore di giustizia, ricercato dalla Squadra mobile di Torino da alcuni giorni. La procura di Torino, il 23 dicembre scorso, ha emesso un mandato di arresto che al momento non è stato ancora eseguito. La procura piemontese gli contesta di essere il mandante del pestaggio di un minore, colpevole di aver avuto un diverbio con suo figlio 19enne, davanti alla discoteca Bamboo a Torino.A deciderlo i giudici del tribunale del Riesame di Torino che hanno respinto i i ricorsi presentati dall’avvocato Gianluca Orlando. Il 14 gennaio verrà discusso anche il riesame per il cugino di Moscatiello, Pietro Tagliaferri finito in carcere. Sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima anche il figlio di Moscatiello, per il quale il legale non ha presentato istanza di riesame. Al momento il 49enne atripaldese è ancora latitante e non si è ancora consegnato all’autorità giudiziaria. Stando ai suoi profil social, Moscatiello si sarebbe recato in Romania per festeggiare il Capodanno, ma non ha fatto ancora rientro in Italia.

LE ACCUSE

I cinque indagati sono accusati solo di sequestro di persona, dopo il ritiro della querela da parte del minorenne pestato. Decadute le accuse di lesioni aggravate dopo che il giovane ha ottenuto un risarcimento per le lesioni e la violenza subita.

L’EPISODIO

Le indagini condotte dalla Squadra mobile della Questura di Torino hanno ricostruito gli eventi verificatisi la notte dell’8 marzo davanti alla discoteca Bamboo di corso Moncalieria torino. Due ragazzi litigano: uno ha 19 anni ed è il figlio di Moscatiello, l’altro 17. In mezzo, una ragazza: ex del primo, nuova relazione del secondo. Dalle parole si passa ai pugni. Il diciannovenne finisce al pronto soccorso dell’ospedale Maria Vittoria con 21 giorni di prognosi, tra contusioni, trauma cranico e una spalla lussata. Parte la denuncia e la Procura dei minori apre un fascicolo. Ma il padre del 19enne avrebbe pensato di vendicarsi. E il 9 marzo, la trappola scatta in via Maddalene. E sarebbe il figlio di Moscatiello a chiamare il diciassettenne, proponendo un incontro per chiarire. Ma quando il ragazzo arriva,
sarebbe l’ aggressioneDa una Mercedes, una Fiat 500 e una Panda sarebbero scesi, secondo le indagini, cinque persone. Partono calci e pugni. Il minorenne perde conoscenza. Per trascinarlo fino all’auto, gli aggressori usano un lenzuolo. Viene chiuso nel bagagliaio di un suv per poi essere abbandonato esanime per strada.
Nei giorni successivi agli eventi, sono stati arrestati Gianluca Moscatiello, ritenuto il mandante della spedizione punitiva, il cugino Pietro Tagliaferri, 54 anni, e i fratelli romeni Alin e Ovidiu Cirpaci, di 42 e 38 anni, difesi dagli avvocati Gianluca Orlando e Marina Bisconti. Per gli stessi fatti risulta indagato il figlio diciannovenne di Moscatiello, attualmente libero, ma sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima.

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