“Nasce dall’urgenza di fermarsi, prendersi cura di sguardi e parole, fare del cinema strumento di pensiero e visioni la nuova rassegna dello Zia Lidia Social Club, che taglia il traguardo del ventitreesimo anno”. A sottolinearlo Michela Mancusi, anima dello Zia Lidia, nel corso della presentazione al Circolo della stampa di Avellino “Un cartellone di 23 film, che si fa espressione di uno sguardo libero, della necessità di sottrarsi al nostro tempo, fatto di ritmi serrati, impreziosito dal manifesto ufficiale realizzato dal Maestro Giovanni Spiniello, dedicato a Dario Bavaro. Un percorso che proseguirà d’estate fino ad approdare a novembre nel segno del dialogo costante tra lo spettatore e chi il cinema lo produce, lo pensa e si interroga sulle sue forme. Tutte le visioni saranno affiancate da approfondimenti critici della nostra squadra ma anche di esperti, critici e accademici. Di qui la scelta di una rivista come Cinemoi che ci accompagnerà lungo il percorso”. Una rassegna, quella dello Zia Lidia, dedicata al sorriso di Claudia Cardinale, “una diva ma anche un’anti-diva, una figura che incarna uno spirito libero, che ha illuminato e fatto grande il cinema italiano. Partiamo con ‘8 e 1/2′ per proseguire con “La ragazza con la valigia’ e “Le pistolere per omaggiare anche Brigitte Bardot. Nella prima serata nel segno della Cardinale avremo come ospiti Titta Fiore, presidente Film Commission, Valerio Caprara, Flavio Natalia, direttore di Ciak'”.
Michela ricorda come “Ogni incontro per noi ha un valore. Ci sono in cartellone nomi di grande prestigio che danno forza e visibilità alla rassegna, ma crediamo che ogni appuntamento sia importante in sé, perché è sempre accompagnato dal confronto. Non posso, però, non citare Mario Martone, che omaggerà la fotografia con un documentario dedicato a Mimmo Jodice, così come Pietro Marcello con “Duse”, presentato a Venezia, Lina Sastri con ‘Ecce Bombo’, Toni D’Angelo con il suo film “Nino. 18 giorni” e poi registi emergenti, critici, studiosi e protagonisti del mondo del cinema. Un percorso sarà dedicato ai film visti dallo Zia Lidia Social Club al Festival di Venezia, perché il nostro lavoro è anche quello di portare qui visioni che nascono altrove e farle dialogare con il pubblico”. Ricorda Dario Bavaro a cui il Maestro Giovanni Spiniello “ha voluto dedicare il manifesto dello Zia Lidia, Gli dobbiamo tanto, è grazie a lui che lo Zia Lidia ha trovato ospitalità anche al Gesualdo. La speranza è che la città possa trovare altri uomini ed energie come la sua”. Nè dimentica le tante amiche dello Zia Lidia che non ci sono più “ma sono sempre con noi e continuano ad accompagnarci nelle nostre visioni, da Chiara Rigione a Franca Troisi a Paola Di Milia, a loro dedicheremo l’appuntamento di “Ecce Bombo” di Moretti”.
Una squadra, quello della Zia Lidia, che illustrerà le diverse proiezioni, composta da Antonio Cataldo, Bianca Palladino, Simona Genovese, Mauro Pagliuca, Alessandro Guerriero, Francesco Picariello, Antonella Mancusi, Ciro Borrelli, Lorenzo Crescitelli, Angelo Iermano, Maria di Razza e Ivan Meola. Se Bianca Palladino si sofferma sulle peculiarità di film come “Il Mago di Cremlino” che ricostruisce il personaggio di Putin, raccontandone l’ascesa al potere, attraverso un punto di vista inedito e “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi che si fa omaggio a Napoli e alla sua umanità, Simona Genovese ricorda come il nome della Cardinale sia riuscito a mettere tutti d’accordo, di qui l’idea di renderle omaggio nella rassegna “Poichè la Cardinela non ha masi smesos di rivolgere grande attenzione ai giovani. Siamo partiti dall’appartamento dello Zia Lidia per approdare alla saletta del Gesualdo, oggi torniamo nei cinema, dal Partenio al Multiplex per donare i nostri film alla città e sostenere questi luoghi che sono importantissimi per la comunità”. E ricorda come i festival “rappresentano il principale bacino per la nostra rassegna, nei festival scopriamo le pellicole che ci piacerebbe proiettare”, sottolineando come “Abbiamo scelto di privilegiare anche sguardi carichi di ironia come in “Mio fratello è un vichingo” di Thomas Jensen e “No other choice” di Park Chan Wook. Lorenzo Crescitelli pone l’accento sull’importanza di portare il cinema nelle scuole, per educare i ragazzi allo sguardo cinematografico e renderli consapevoli delle potenzialità legate alla macchina da presa”. Antonella Mancusi sottolinea la capacità dello Zia Lidia di rinnovarsi, cercando di abbracciare sempre nuovi linguaggi e orizzonti nel segno di una passione libera da ogni vincolo. Francesco Picariello ricorda l’attenzione rivolta al cinema di animazione con ‘La piccola Amelie” che consegna lo sguardo innocente di una bambina di 3 anni e pone l’accento sulla collaborazione con l’istituto Luce che consentirà di vedere alcuni film restaurati la domenica mattina “Il cinema dello Zia Lidia è il cinema di tutti gli avellinesi e di tuti coloro che si sentono avellinesi. Di qui l’invito rivolto al pubblico a camminare insieme”. Elisabetta Graziano evidenzia la scelta dell’associazione di credere nella forza del cinema “come occasione per fare comunità”. Nè lo Zia Lidia dimentica Ettore Scola, a dieci anni dalla morte, come sottolinea il critico Paolo Speranza che ricorderà il regista al cinema Carmen di Mirabella il 19 gennaio con la proiezione del “Commissario Pepe” con il sostegno di associazioni. Mentre l’appuntamento firmato Zia Lidia sarà con ‘Gente di Roma’”.
Il cartellone prenderà il via questa sera con un doppio appuntamento dedicato al film “Le città di pianura” di Francesco Sossai. Alle 18.30 sarà proiettato al Cinema Multiplex e alle 20.30 al Cinema Partenio, dove il film sarà seguito da un dibattito. Sarà anche l’occasione per presentare la sigla dello Zia Lidia Social Club, curata da Maurizio Venturiero. Il film racconta l’incontro tra Carlobianchi e Doriano, due cinquantenni ai margini, e Giulio, un giovane studente di architettura in crisi. Quello che sembra casuale diventa un road movie disordinato attraverso le pianure del Veneto, una geografia esistenziale che riflette una regione in trasformazione, né più campagna né ancora città. “Un film – spiega Mancusi . che parla di generazioni in crisi, di spaesamento e di ricerca di nuovi punti di riferimento: temi che sentiamo molto vicini allo spirito dello Zia Lidia”
La programmazione proseguirà a gennaio con Un semplice incidente, 8 ½ e L’attachement – La tenerezza, cinque titoli che spaziano dal grande classico italiano al cinema europeo contemporaneo. Nel mese di febbraio la rassegna prosegue con Un film fatto per bene, No Other Choice – Non c’è altra scelta, Sentimental Value, Duse, Il portiere di notte e Un ritratto in movimento. Omaggio a Mimmo Jodice. Il mese si chiude con l’incontro dedicato a Ferdinando Scianna. Il fotografo dell’ombra, ampliando lo sguardo oltre il cinema verso la fotografia. A marzo il programma propone L’amore che non muore, L’isola di Andrea, Nino, 18 giorni, Sotto le nuvole, Il deserto dei tartari e Il mago del Cremlino. Le origini di Putin, offrendo una riflessione intensa su memoria, storia e attualità. Il cartellone di aprile comprende Una cosa vicina, Ecce Bombo, Porte aperte, La piccola Amélie, Noi e la grande ambizione e Mio fratello è un vichingo, un mese che alterna ironia, impegno civile e cinema d’autore. Nel mese di maggio sono in programma Divine Comedy, La balia, Sirat, Nouvelle Vague, Lo straniero e Roberto Rossellini. Più di una vita. La rassegna include inoltre Le pistolere e l’evento speciale La ragazza con la valigia, arricchendo ulteriormente l’offerta culturale nel segno di Claudia Cardinale. A giugno è prevista la proiezione di Senza pelle, mentre la rassegna si conclude a luglio con Gente di Roma, chiudendo idealmente il percorso con uno sguardo corale e umano sulla realtà contemporanea.






