La mitologia greca e romana ci ha tramandato storie di personaggi nati dall’unione di una divinità con un essere umano. E sono così venute fuori le storie dei semidei. Per fare qualche esempio, Ercole era nato dall’unione del dio Zeus con la mortale Alcmena. E chi non ricorda che i gemelli Romolo e Remo erano figli del dio Marte e della sacerdotessa Rea Silvia?
di Virgilio Iandiorio
Questi semidei avevano tutti una caratteristica, possedevano forza e abilità superiori agli esseri umani ma erano destinati a finire i loro giorni come tutti i mortali. Ai giorni nostri i moderni semidei sono proliferati e se ne trovano in tutti i campi. Non sono figli di dei, ma custodi di quello che grandi personaggi, diventati dei miti, hanno lasciato della loro attività politica e culturale.
Nella salvaguardia del pianeta, clima, emissioni deleterie di gas ecc. gli uomini più attivi si possono paragonare ai semidei della mitologia. Non hanno loro creato quello che vogliono salvare, cioè la terra, e ci mancherebbe che lo credessero; ma si comportano come se l’avessero avuta in affidamento e custodia. Avrete certamente visto lo spot di qualche tempo fa alla televisione sulla salvaguardia delle api: custodirle equivale a tenere in vita fiori e alberi. Insomma bisogna custodire gelosamente acque, animali, fiori e alberi perché in questo modo la terra non andrà in rovina. Ne deriva che se è vero che la terra non è opera degli umani, è certo che la sua distruzione sarà opera loro.
Fra qualche mese si andrà a votare per il referendum sulla nuova organizzazione del sistema giudiziario. Senza addentrarmi in questioni giuridiche, pro o contro la legge di riforma, di cui si parla quotidianamente a colazione a pranzo e a cena, ho notato che i più accesi sostenitori del “no” al referendum dichiarano ad alta voce di agire per salvare quello che i “padri costituenti” ci hanno lasciato in eredità. Ritornano le figure dei semidei odierni, paladini della custodia: non sono loro ad aver fatto la costituzione italiana, ma ad essi è affidato il compito di non farla sconvolgere, di non farla violare.
Un mio compagno di liceo un giorno disse di un nostro compagno di classe, un tipo un poco dispettoso e alquanto stizzoso, che era un “semidio”, perché era un uomo di m… e un dio di stronzo. Il guaio è che anche a molti dei moderni semidei possono attribuirsi le qualità che il mio compagno di liceo attribuiva solamente al compagno irascibile.


