“L’Italia è una polveriera pronta a deflagrare. È un Paese in trepidante attesa colmo di energia trattenuta: forza complessa, talento umiliato, merito non riconosciuto, orgoglio ammansito, entusiasmo e passione che anelano di esplodere”.
Roberto Vannacci lancia il Manifesto ‘Vitale’ in vista della corsa di ‘Futuro nazionale’ alle politiche del 2027. “Esiste una parte viva, vasta e profonda della cittadinanza che non si riconosce più in una dialettica timida, fatta di tinte spente e volti smorti, di braccia basse e calici annacquati, di linguaggi misurati e vie di mezzo. Di tutto questo gli italiani sono stufi”, scrive il generale, in un lungo post sui social.
“Non a caso gli italiani di destra non votano più Ma c’è destra e destra. L’unica che avrà davvero da dire nelle sfide dei prossimi anni è quella capace di essere se stessa. È per questo che la mia destra è diversa da quella che qualcuno propone o che qualcun altro si rassegna di rappresentare. La mia destra è vitale, perché è innamorata della vita ed è protesa verso il futuro. Non della vita qualunque.
Non della vita di chi tira a campare, ma di quella che merita di essere vissuta e per la quale vale persino morire, pur di garantire alla nostra progenie un futuro migliore. La mia destra non è un ‘menu’ a la carte non è una sinistra sbiadita e un po’ meno alla moda, non è a geometria variabile come la famiglia queer e, soprattutto, non è moderata: nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati. La mia destra è vera, coerente, identitaria, forte, orgogliosa, convinta, entusiasta, pura e contagiosa. E’ l’unica destra che io conosca. Chi mi ama, mi segua: io inseguo un sogno e vado lontano”, scandisce. Il Manifesto è diviso per capitoletti, uno per ogni lettera della parola ‘vitale’: ‘v’ di virtù, ‘i’ di identità, ‘t’ di tradizioni, ‘a’ di amore, ‘l’ di libertà, ‘e’ di eccellenza ed entusiasmo.


