“Esistono ‘battaglie’ che meritano di essere combattute, come quella dell’ospedale di comunità di Montella”: lo dice il sindaco di Montella Rizieri Buonpane (anche presidente della Provincia di Avellino), nel pieno del contenzioso del Comune con i frati del convento di San Francesco a Folloni che si oppongono all’ipotesi di ospitare all’interno del convento un ospedale di comunità. “Lo penso da anni – dice Buonpane -, da quando con l’amministrazione comunale abbiamo iniziato a lavorarci. Oggi, non solo ne sono ancora più convito ma lo rivendico anche da cittadino, prima ancora che da amministratore”.
OFFESE E INGIURIE
“Leggo e ascolto in questi giorni, decine e decine di commenti su questo argomento, di montellesi residenti e non, piuttosto che di gente non di Montella. Tanti post di solidarietà e apprezzamento ma anche tanti commenti carichi di livore nei confronti della amministrazione e soprattutto nei miei confronti. Offese e ingiurie gratuite, tanto sui social è tutto consentito. Considerazioni e riflessioni, per carità sempre legittime, se poste con educazione e rispetto anche se denotano una diffusa disinformazione, nella migliore delle ipotesi, una cattiva informazione o una strumentale presa di posizione in tanti altri casi”.
“MIO FIGLIO E L’ESONERO DALL’ORA DI RELIGIONE”
“E poco importa se il sindaco è anche lui appartenente a questa comunità, con una famiglia e dei figli. No, poco importa, non è rilevante. Il sindaco in fondo se le cerca, un novello Napoleone o peggio ancora il diavolo fatto persona. Anche questo si è detto di me nelle aule delle nostre scuole superiori, anche in presenza di mio figlio che stressato e mortificato, alla fine mi ha chiesto di esonerarlo dall’ora di religione. Da parte di chi poi? Da parte di chi avrebbe dovuto insegnare, educare. Ma questa è un’altra storia, una di quelle che ho lasciato correre fino ad ora, sbagliando evidentemente innanzitutto come genitore. Ora non accadrà più”.
“IO NON CURO LE ANIME”
“Inizio con il precisare alcune cose: ai miei concittadini giovani e meno giovani che si radunano quasi quotidianamente in attesa di essere intervistati da qualche emittente televisiva locale o meglio ancora nazionale, per esprimere sconcerto che il sindaco abbia affermato che non cura le anime, vorrei semplicemente spiegare che quella espressione era parte di un concetto più ampio che avevo provato ad esternare ad un giovane intervistatore, al quale avevo detto semplicemente che il mio ‘lavoro’ non è quello di curare le anime. Io sono un amministratore che si è candidato per fare il sindaco, con l’obiettivo di occuparmi della comunità, quella che mi ha eletto ancora due anni fa. Quella comunità alla quale avevamo spiegato, insieme ai colleghi amministratori, di voler realizzare qui a Montella una struttura di medicina territoriale, un ospedale di comunità, uno dei quattro che l’Asl aveva programmato sul territorio provinciale. Quella comunità alla quale avevamo chiesto di essere sostenuti anche per perseguire questo obiettivo. Un obiettivo direi ampiamente condiviso dai nostri concittadini, visto il consenso ottenuto”.
ALLEGGERIRE IL PESO DEGLI OSPEDALI: UN SERVIZIO ALLA COMUNITA’
“Precisiamo, la medicina territoriale non la stiamo inventando a Montella. Sia chiaro, è una delle Missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ritenuta necessaria come assistenza sanitaria pubblica di prossimità. Strutture realizzate e gestite dall’Asl attraverso le quali migliorare i servizi sanitari, riducendo al minimo, all’essenziale, gli accessi presso gli ospedali tradizionali e i pronto soccorso. Quei posti letto che negli ospedali tradizionali, vedi quelli di Sant’Angelo dei Lombardi, Avellino e Ariano Irpino servono a chi ne ha effettivo bisogno. Nulla di paragonabile quindi alle strutture tradizionali e per questo motivo non mere duplicazioni di ciò che già esiste sul territorio. Un aspetto questo da chiarire visto che da quello che leggo c’è ancora tanta confusione”.
MEDICINA TERRITORIALE AIUTO PER LE FAMIGLIE PIU’ FRAGILI
“Per quanto, a ben pensarci, avrebbe potuto aiutarci proprio su questo tema, un assiduo manifestante schierato contro la realizzazione dell’ospedale. Uno di quelli che ci mette la faccia, oltre che i fondi, per sostenere questa causa. Ebbene, proprio lui avrebbe potuto spiegare, molto efficacemente, quale impegno economico, e non solo, occorre sostenere se malauguratamente un familiare, per patologie croniche rimane per lungo tempo allettato. Avrebbe potuto efficacemente spiegare, quali e quanti sacrifici e criticità comporta una situazione del genere. A me in famiglia è capitato. Ma io non faccio testo, sarei di parte. Certo chi ne ha la possibilità non si fa certo di questi problemi, il problema come sempre è chi vive in ristrettezze economiche, con difficoltà giornaliere. A queste famiglie servirebbe tanto e ancora di più la medicina territoriale, un ospedale di comunità dove poter accedere, vicino al luogo di residenza, per affrontare almeno i momenti di maggiore criticità vissuti da un familiare ammalato, affidandosi al servizio sanitario pubblico e quindi gratuito. Questo sì che sarebbe un grande esempio di cura dell’anima e del corpo. Uno straordinario esempio, nei fatti, di carità cristiana. Assistenza spirituale e sanitaria insieme”.
LO SMEMORATO EX AMMINISTRATORE COMUNALE
“Ma forse è chiedere troppo a chi si professa un buon cristiano ma in fin dei conti lo è fino ad un certo punto.
E che dire poi di un ex amministratore, sempre pronto ad apparire con il suo profilo migliore davanti ad una telecamera? Magari anche solo per smentire sé stesso e il suo operato. Ma chi se ne frega avrà pensato, l’importante è apparire. Che tristezza, però. Sì, perché anche a questo abbiamo dovuto assistere in questi giorni: un ex amministratore smemorato, che anni fa aveva commissionato ad una nota società una ricognizione dei beni del Comune, prendendo atto della relazione conclusiva della medesima società che attribuiva al Comune di Montella la titolarità del bene oggetto di discussione oggi. Per la cronaca quella società non venne nemmeno pagata per il lavoro svolto. Lo abbiamo fatto noi, al nostro insediamento in Comune, trovando una soluzione transattiva. Sic!”.
L’ASSALTO AL CONVENTO? ASSURDITA’
“E la storia dell’assalto al convento? Ma davvero qualcuno ha creduto a questa fandonia? Purtroppo, si. Visto che in molti hanno rilanciato sui social la stessa assurdità. Un ospedale nel Complesso Monumentale di San Francesco a Folloni? Ma dai… L’ospedale di comunità è stato immaginato in un edificio adiacente, senza nessun valore storico e architettonico e senza alcun collegamento con il convenuto. Diciamola almeno questa di verità. Stiamo parlando di un edificio adiacente, non del 1200 ma degli anni ‘60 e ‘70 raggiungibile, secondo le previsioni del progetto senza nemmeno usare il parcheggio esistente o transitando davanti alla chiesa. Diciamola una parola di verità, almeno questo”.
I 150MILA EURO AL VECCHIO PROGETTISTA DELLA COMUNITA’ FRANCESCANA
“E se non vi costa tanto, diciamo anche che l’edificio nel quale si vuole realizzare l’ospedale con i suoi 30 posti letto, fu recuperato e adeguato, anche sismicamente, dal Comune di Montella attraverso fondi regionali. E diciamo anche che fu l’unico modo per ottenere quel finanziamento proprio perché solo il Comune aveva titolo per chiedere quei fondi. Tutto agli atti del Comune. E magari, ricordiamo a tutti che ancora nel 2019, dovemmo portare in Consiglio Comunale, il mio primo consiglio da sindaco neoeletto, un debito fuori bilancio per quasi 150mila euro, per pagare un progettista, scelto senza alcuna procedura comparativa, da un autorevole esponente della comunità francescana. E vogliamo anche dire che l’ospedale di comunità non contempla il passaggio di ambulanze a tutte le ore del giorno e della notte a sirene spiegate? Ditelo che non è così perché non è previsto alcun pronto soccorso”.
LA CONFERENZA DEI SERVIZI
“E i tecnici incaricati, oppositori di questa Amministrazione che si riuniscono per studiare le carte, spieghino ai non tecnici che una qualsiasi struttura, a maggior ragione un ospedale, prima di essere realizzata, necessita di una serie di pareri non superabili. Pareri che per realizzare quest’opera sono stati tutti richiesti ed ottenuti, attraverso apposita conferenza di servizi. Tutti! A partire dal genio civile, dalla soprintendenza, i vigili del fuoco, Asl, etc…”.
LA SACRALITA’ DEL LUOGO E LE PRECEDENTI ‘OSPITATE’: SCUOLE, COMUNITA’ MONTANA, CONSULTORIO… E CLUB FORZA NAPOLI!
“E smettiamola di dire che questa struttura sanitaria attenta alla sacralità e alla quiete del luogo. Proprio in quell’edificio, nel corso degli anni, ci abbiamo messo di tutto: le scuole professionali, la sede della Comunità Montana, la sede del consultorio, il Club Forza Napoli dove riunirsi per vedere le partite, le squadre di calcio in ritiro, i corsi da sommelier, le tantissime feste di compleanno di giovani e meno giovani, anniversari, pasquette e cenoni danzanti di fine anno. Per carità, vorrei essere chiaro, tutte attività meritorie, ci mancherebbe altro.
Ora, però, spiegatelo a me e a chi in questi giorni vi legge: non si attentava allora alla sacralità del luogo?
Perché solo oggi si invita alla sollevazione popolare? Spiegate anche ai montellesi distratti e ai non montellesi che il chiostro del convento lo avete messo a disposizione della attuale opposizione in Consiglio Comunale, per organizzare comizi elettorali alle ultime elezioni amministrative! Che tristezza rivedere qualche giorno fa, le stesse identiche scene del giugno del 2024, quando a favore di telecamere, mangiando biscotti e bevendo the caldo, si condannava la realizzazione di un’opera strategica sul piano sociale prima ancora che sanitario, per Montella e questa parte di territorio”.
CHE DELUSIONE
“E che delusione ascoltare un frate francescano, l’unico presente, dichiarare che il sindaco non lo aveva mai chiamato. Perché non raccontare dei tanti incontri avuti negli ultimi mesi con tecnici e legali dell’Ordine Francescano, nel tentativo – tanto auspicato da Sua Eccellenza Monsignor Cascio – di provare a trovare una soluzione che conciliasse le diverse necessità? Perché non raccontare le tante proposte del Comune finalizzate alla sistemazione di nuovi ambienti all’interno del convento e del conventino per favorire nuove attività da parte della comunità francescana?”.
IL RISTORO
“(Certamente non è stato possibile concedere spazi all’interno della struttura ospedaliera perché banalmente inconciliabili con le degenze. Così come non è stato possibile prevedere forme di “ristoro” perché la struttura destinata ad ospedale è stata concessa gratuitamente all’Asl)”.
LA CATENA
“E perché non dire che ancora la scorsa settimana ci si era visti per concordare come delimitare insieme il cantiere, in modo da non intralciare le ordinarie attività della comunità? Salvo poi farci trovare una catena per impedire l’accesso. E perché affermare che l’amministrazione comunale ha intenzione di cacciare i francescani? Perché? Perché non dire invece che grazie all’interessamento del Comune si sono ottenuti finanziamenti per il restauro del campanile e della chiesa?”.
VEDO SOLO TANTO STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA
“Fatti e atti che dimostrano che l’amministrazione non solo vuole la presenza dei francescani a Montella ma che ha lavorato affinché la stessa potesse ingrandirsi, continuando ad essere punto di riferimento di fedeli e non solo.
Dispiace constatare, purtroppo, che vi è solo tanta strumentalizzazione politica, tesa unicamente ad impedire la realizzazione di progetti utili ad un territorio delle aree interne come il nostro. Bisogna impedire che il Comune realizzi progetti meritevoli, poco importa che a pagarne le conseguenze saranno i cittadini. Si, i cittadini di Montella ma anche di Cassano, Bagnoli, Nusco, Montemarano, Castelfranci, Castevetere, Volturara, etc. etc. etc…”.
I TAMPONI PER IL COVID
“A ben vedere una lunga ed accecata opposizione politica, giunta fino a convincere l’Ordine Francescano a denunciare già il Comune per l’installazione della struttura, nel parcheggio del convento, utilizzata per mesi dall’Asl per eseguire i tamponi nel periodo Covid. Vi ricordate quanto fosse comodo fare il tampone scendendo in macchina a San Francesco? Senza dover raggiungere Sant’Angelo dei Lombardi o Avellino? Io lo ricordo bene, mi capitava di chiamarvi personalmente, intere famiglie che necessitavano di farsi il tampone”.
LA MORTIFICAZIONE DELLA RIBALTA NAZIONALE
“Una lunga e brutta storia che non ha nulla a che vedere con la cura del bene comune. Che mortificazione una ribalta nazionale per queste ragioni. Perché dare questa immagine di Montella , della nostra comunità che si è sempre distinta per la straordinaria solidarietà in tante circostanze”.
PERCHE’ SI E’ SCELTO QUESTO LUOGO E NON UN ALTRO
“In molti si chiedono perché poi si è scelto quel luogo e non un altro? Molto semplice, sul territorio comunale non c’era allora e non c’è oggi, una struttura come quella, con quelle caratteristiche è già pronta all’uso. Con spazi già organizzati per l’uso specifico, un immobile già adeguato dal Comune solo qualche anno fa. Un edificio dove già si erano investiti fondi pubblici. Un edificio da attrezzare, anche e soprattutto da un punto di vista impiantistico e renderlo immediatamente operativo”.
LA PARTE GESTIONALE
“E perché poi confondere la realizzazione dell’opera con la parte gestionale? Il Comune resta tale e lontano dalla gestione che spetta all’Asl. Il Comune ha solo concesso in comodato d’uso gratuito all’Asl, una struttura per garantire un servizio sanitario essenziale al territorio. Quest’amministrazione ha pensato di fare una cosa buona per i Montellesi e i residenti nei comuni del circondario. La questione della proprietà era l’ultima cosa su cui bisognava discutere con la comunità francescana. Comunità francescana che è stata invitata e sollecitata a prendere parte al protocollo con l’Asl. Essere parte integrante del progetto della medicina territoriale. Senza risultato purtroppo”.
UN LUOGO DOVE FARE DEL BENE, FISICAMENTE E SPIRITUALMENTE
“Forse sbagliando, ma io ho sempre immaginato, sognato, e continuo a farlo, che proprio in quel luogo potessimo tutti insieme fare del bene, assistere chi ne avesse bisogno fisicamente, attraverso l’assistenza sanitaria e, spiritualmente, attraverso l’assistenza della comunità francescana. Tutta la comunità francescana: i frati con il loro Ordine e i fedeli che quella comunità la vivono quotidianamente e che oggi, attraverso questa campagna, sconfessano il loro stesso asserito impegno per il prossimo”.



