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Legambiente: miglioramento dati sulla qualità dell’aria, risultato dalla mobilitazione dei cittadini. Ma occorre fare di più

“La battaglia per il diritto a respirare aria pulita è alla base della nascita di Legambiente Avellino. Una vertenza che unisce cittadine, cittadini e giovani consapevoli che la questione ambientale riguarda direttamente salute, qualità della vita e giustizia sociale.” A ribadirlo in una nota Legambiente Avellino.

“Nel gennaio 2021 Legambiente Avellino scendeva in piazza davanti alla Prefettura con uno striscione emblematico: “Ci siamo rotti i polmoni”. In quell’anno Avellino risultava il capoluogo di provincia più inquinato del Centro-Sud Italia per superamenti dei limiti di PM10, un dato confermato anche nell’anno successivo.

Da allora la cittadinanza si è mobilitata in modo continuo e determinato, avanzando una richiesta semplice e non negoziabile: il diritto a respirare aria pulita ad Avellino e nel suo hinterland.

I dati più recenti restituiscono oggi un quadro in parte incoraggiante. La media annua di PM10 è passata dai 42 µg/m³ del 2017 al 23 µg/m³ del 2025, con una riduzione del 45%, avvicinandosi progressivamente agli obiettivi indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità”

«Questo miglioramento non è casuale – dichiara Antonio Di Gisi, Presidente di Legambiente Avellino – ma è il risultato delle mobilitazioni civiche e delle politiche adottate dalle istituzioni in risposta alle richieste della cittadinanza attiva. Interventi come la regolamentazione degli abbruciamenti agricoli, i controlli sui sistemi di riscaldamento domestico e l’introduzione del bollettino sulla qualità dell’aria hanno inciso concretamente sui principali fattori inquinanti».

Accanto a queste misure, hanno contribuito anche fattori strutturali come il rinnovo del parco auto e l’ammodernamento degli impianti di riscaldamento. Tuttavia, Avellino continua a partire da una condizione di svantaggio legata alla sua conformazione morfologica, che favorisce il ristagno degli inquinanti, rendendo necessarie frequenti misure di limitazione della circolazione nei periodi più critici.

“I risultati ottenuti – prosegue Di Gisi – ci spingono a fare di più e più in fretta. È necessario accelerare la transizione ecologica, senza passi indietro e senza compromessi sulla salute delle persone.

Per questo Legambiente Avellino ritiene indispensabile: la riconversione dell’impianto industriale; il superamento degli abbruciamenti agricoli attraverso modelli di economia circolare; il ripensamento della mobilità cittadina con un PUMS efficace e coordinato; l’incentivazione della decarbonizzazione dei riscaldamenti domestici.

Legambiente Avellino continuerà a esserci, come dal primo giorno, per tenere alta l’attenzione, sostenere le buone pratiche e pretendere politiche all’altezza della sfida”.

 

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