Abusi edilizi in città, si allarga l’inchiesta della procura di Avellino Dopo il maxisequestro dell’edificio di via Zigarelli, nel mirino anche altri due cantieri edili situati al centro città. Nel mirino degli organi inquirenti eventuali irregolarità nella cubatura realizzata e il rispetto della normativa vigente e che potrebbero portare nelle prossime settimane ad ulteriori sviluppi investigativi.
Intanto è stata fissata l’udienza per discutere i ricorsi presentati dagli avvocati di tre dei sette gli indagati raggiunti la scorsa settimana dal decreto di sequestro preventivo che riguarda dodici unità immobiliari in fase di costruzioni in via Zigarelli. Il 19 febbraio prossimo verranno discussi davanti al tribunale di Avellino, sezione misure Reali. I legali Raffaele Tecce e Benedetto De Maio chiederanno la revoca della misura. L’avvocato Tecce – difensore di uno degli imprenditori coinvolti nell’inchiesta – ha presentato istanza di incidente probatorio. Il 2 aprile prossimo il gip del tribunale nominerà il perito che dovrà acquisire la prova relativa al permesso a costruire.
Gli iscritti nel registro degli indagati , accusati di falso e violazione della normativa edilizia, sono geometri, progettisti, direttori dei lavori e noti imprenditori edili. Stando agli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali avrebbero violato la fascia di rispetto del Vallone Fenestrelle.
Sul complesso, i militari hanno eseguito il decreto di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali su richiesta della Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro)Sulla struttura era in corso da un anno una consulenza della Procura. Un sequestro che però si inserisce, come ha sottolineato in una nota lo stesso Procuratore della Repubblica Domenico Airoma “in un contesto più ampio diretto al contrasto degli illeciti penali connessi alle speculazioni urbanistico – edilizie che interessano il territorio irpino”. Ma il sequestro preventivo di questa mattina sarebbe solo la punta dell’iceberg di una vera e propria inchiesta sull’urbanistica nella città capoluogo. Ci sarebbero almeno altre due indagini su complessi edilizi cittadini. Nel caso specifico il fabbricato in questione, di tipo residenziale, unitamente al relativo di cantiere di circa 3000 m², sia stato realizzato in violazione dell’assetto plano-volumetrico vocazione agricola, ricadente nella fascia di rispetto di un corso d’acqua.
Con la realizzazione delle dodici unità immobiliari realizzate in un’area destinata a noccioleto, i sette indagati avrebbero realizzato una lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio con una trasformazione urbanistica o edilizia dell’area interessata, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza previa autorizzazione e in presenza di una trasformazione urbanistica del territorio effettuata in assenza del previsto piano di lottizzazione con necessità di un ulteriore adeguamento degli standard, in ragione del notevole incremento del carico urbanistico.
Stando a quanto accertato dai militari del nucleo forestale con la realizzazione dell’opera, realizzata su un’area dove, in precedenza, c’era un vecchio rudere demolito nel 2009 e ricadente nell’area del parco Fenestrelle e finita sotto sequestro, avrebbero aumentato del circa il 30 per cento la volumetria della costruzione originaria, un ampliamento della medesima superiore a 750 metri cubi e ancora una nuova costruzione con una volumetria superiore a mille metri cubi. In sostanza l’edificio realizzato è completamente diverso dal preesistente e con dimensioni maggiori, con dodici appartamenti con relativi box auto, oltre ad essere stato realizzato in un’area non edificabile. Saranno gli ulteriori accertamenti a verificare se la struttura, i cui lavori a quanto pare erano sospesi in attesa della definizione della consulenza, a verificare se la struttura ha registrato o meno le violazioni contestate. Il caso potrebbe finire davanti ai giudici del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino.



