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Omicidio Bembo, il Procuratore generale in Appello: “Roberto torno’ indietro per aiutare un suo amico”

All’alba del 1° gennaio 2023, Roberto Bembo non tornò indietro per riprendere la lite con Niko Iannuzzi e i fratelli Sciarrillo, come ricostruito all’inizio , ma per soccorrere un amico che si trovava sull’altro lato della strada, in chiara inferiorità numerica rispetto ai tre contendenti. Secondo la ricostruzione del sostituto procuratore generale di Napoli, Daniela Della Pietra, presentata davanti alla IV Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli, Bembo si sarebbe avvicinato agli aggressori per intervenire a favore della persona rimasta a terra, pochi minuti prima che Iannuzzi – indicato come colui che materialmente avrebbe sferrato i fendenti – e gli Sciarrillo lo colpissero mortalmente.

La nuova ricostruzione si distingue in maniera netta da quella contenuta nella sentenza di primo grado. Nella requisitoria depositata il 20 gennaio, il magistrato ha  spiegato  come la sentenza iniziale non abbia chiarito perché Bembo si fosse nuovamente avvicinato agli imputati, quando la rissa era ormai ritenuta conclusa e gli aggressori si erano spostati tra le auto parcheggiate sul lato opposto della strada. Determinante, secondo il sostituto procuratore generale, è stata la revisione del video acquisito agli atti del processo. Il filmato,  analizzato fotogramma per fotogramma, con l’ausilio di uno schermo più grande e mediante pause e rallentamenti, ha permesso di  chiarire che ’intervento di Bembo  fosse mirato  ad aiutare un amico in difficoltà.Le immagini mostrano anche come  la vittima sia rimasta solo quando Iannuzzi ha estratto un coltello, mentre gli Sciarrillo impedivano di fatto la sua fuga, determinando l’esito tragico dell’aggressione.

Questa interpretazione alternativa dei fatti non è stata recepita nella sentenza impugnata e non figura nelle argomentazioni delle difese di Iannuzzi e degli Sciarrillo, rappresentate dagli avvocati Gaetano Aufiero e Stefano Vozella. Il dibattimento di appello è stato rinviato al 24 febbraio, dopo il mancato completamento della traduzione in aula degli imputati. Nella stessa udienza prenderà parola anche la parte civile, rappresentata dall’avvocato Gerardo Santamaria, che potrà fare riferimento alla nuova ricostruzione proposta dalla procura generale. Sarà in quell’occasione che la Corte di Assise di Appello valuterà se riconoscere o meno la versione dei fatti così delineata.

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