La sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato dodici esponenti di CasaPound per ricostituzione del partito fascista, organizzazione di manifestazioni fasciste e lesioni aggravate ai danni di cinque manifestanti riaccende il confronto politico in Parlamento.
Intervenendo in Aula, il coportavoce di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha affermato che “non ci sono più dubbi” sulla natura di CasaPound, definendola apertamente un’organizzazione neofascista. Bonelli ha inoltre denunciato l’occupazione abusiva dello stabile di via Napoleone III, a Roma, chiedendo al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di spiegare perché non sia stato ancora disposto lo sgombero e sollecitando lo scioglimento immediato del movimento, come previsto dalla Costituzione.
Pd, Movimento 5 Stelle e Avs hanno quindi chiesto un’informativa urgente del ministro Piantedosi su CasaPound. Bonelli ha parlato di una “deriva inaccettabile”, richiamando anche i recenti fatti di Roma, dove il liceo Righi è stato devastato da quello che ha definito un “assalto squadrista neofascista”.
Sulla stessa linea il deputato dem Roberto Morassut, secondo cui la sentenza “fa finalmente chiarezza sull’identità di CasaPound”, sancendone anche formalmente l’illegalità e l’incompatibilità con la Costituzione. Morassut ha sottolineato come i vertici del movimento non abbiano mai rinnegato la propria filiazione ideologica dal fascismo, promuovendo anzi una pratica politica violenta e criminale. La decisione del Tribunale di Bari, ha aggiunto, chiama in causa anche quei settori della destra che non hanno mai preso le distanze da rapporti e simboli riconducibili al fascismo, ricordando che “per la Costituzione italiana il fascismo non è un’opinione, ma un crimine”, storicamente intrecciato anche con fenomeni mafiosi.
Preoccupazione è stata espressa anche dal deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci, che ha parlato di un clima sempre più allarmante e di una pericolosa normalizzazione del linguaggio neofascista. Colucci ha ribadito che l’antifascismo non è una posizione ideologica, ma il fondamento storico, politico e giuridico della Repubblica italiana, nata dalla Resistenza e dalla sconfitta del fascismo. Richiamando la dodicesima disposizione transitoria e finale della Costituzione e la legge Scelba, il deputato M5S ha chiesto lo scioglimento di CasaPound e lo sgombero immediato dello stabile occupato a Roma, definendo il rispetto di quei principi un “limite invalicabile” per la tenuta democratica del Paese.



