“Serve un cambio di passo per non far annegare questa terra. Un impegno che deve partire dall’impegno quotidiano dei cittadini e in particolare di chi riveste incarichi di responsabilità. Insieme istituzioni e Terzo Settore possono restituire speranza all’Irpinia”. Lo sottolinea Stefano Pirone di Libera Avellino in occasione della consegna del premio Pasquale Campanello nell’auditorium dell’Istituto San Tommaso Francesco Tedesco, introdotto dalla giornalista Selene Fioretti: “Portiamo avanti la nostra ricerca della verità, chiediamo che giustizia sia fatta per chi ha perso un familiare a causa delle mafie, per chi vede violati, ogni giorno, i propri diritti, per le vittime dell’Isochimica ma vogliamo anche costruire questa giustizia nei rioni, nelle scuole, nelle periferie. Vogliamo che l’impegno quotidiano diventi una scelta di normalità, che non si carichi di eroismo. E’ quello che proviamo a fare con il nostro doposcuola di quartiere e con i laboratori per i ragazzi”.
E’ il questore Pasquale Picone a sottolineare come l’educazione rappresenti il punto di partenza per costruire il futuro “I ragazzi devono comprendere che non conviene prendere strade diverse da quelle della legalità. Perchè l’Irpinia non è un’isola felice, lo dimostrano gli episodi di violenza che si sono ripetuti negli scorsi mesi o un attentato come quello che subì anni fa il procuratore Gagliardi. Ecco perchè dobbiamo mantenere alta la guardia. Ai giovani dico di impegnarsi, nel sociale, in politica e prometto loro che noi saremo sempre al vostro fianco”. Il colonello dei carabinieri Angelo Zito pone l’accento sull’importanza di fare squadra “Se le forze dell’ordine dovessero combattere solo contro i delinquenti vincerebbero facilmente. Ma se il camorrista ha dalla sua parte il commercialista, l’avvocato è una lotta impari. Di qui la necessità di una società civile che si schieri compatta dalla parte della legalità”. La dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale Fiorella Pagliuca evidenzia quello che è il ruolo a cui è chiamata la scuola “formare le coscienze, con l’obiettivo di accompagnare i ragazzi nelle scelte e non lasciarli soli nei loro silenzi. E’ importante aiutarli a decidere fin da piccoli da che parte stare, perchè solo costruendo un patto di solidarietà è possibile rendere migliore questo mondo”.
E’ quindi la dirigente dell’Istituto Comprensivo Carmela Satalino a ricordare il valore cruciale della cultura e dell’educazione che può abbattere ponti mentre Caterina Aprile di Libera sottolinea la sfida a cui siamo chiamati “vincere la separazione tra individuale e collettivo. Poichè chiaro che è ciò che appartiene all’individuo appartiene anche alla collettività”. Antonietta Oliva, la vedova di Pasquale Campanello, pone l’accento sul significato forte del premio: “Negli uomini e nelle donne premiati ho rivisto quel senso di giustizia, quella fiducia negli stessi valori in cui credeva Campanello. Il premio diventa uno strumento prezioso per mantenere viva la memoria di chi ha sacrificato la vita per la legalità, di chi ha onorato la divisa che ha indossato. Vogliamo che Pasquale continui ad essere esempio da seguire per i ragazzi”. Sottolinea che ” dobbiamo far comprendere alle nuove generazioni che se la violenza è mossa da futili motivi, le conseguenze della violenza non sono futili e le ferite inferte non guariscono”. E sulla morte di Campanello, i cui assassini non sono mai stati condannati, spiega “Continuiamo ad aspettare verità e giustizia, non ci arrendiamo, continuiamo a sperare che qualcuno si lavi la coscienza e che venga fuori la verità. Porteremo avanti questa battaglia, continueremo a parlare di Pasquale proprio perché la sua vicenda grida giustizia e verità”. E ribadisce come “Il messaggio che arriva da questo premio è rivolto soprattutto ai giovani che sono la speranza di un mondo migliore”.
E’ quindi l’ex procuratore di Napoli Maria Antonietta Troncone a ricevere il premio per l’impegno instancabile nella lotta contro la criminalità organizzata “Dobbiamo continuare a credere nell’azione dello Stato di contrasto alla criminalità, coltivare sempre la speranza di migliorare le nostre vite, poichè la malavita si afferma là dove c’è rassegnazione. Allo stesso modo i giovani devono credere nel valore dell’impegno quotidiano, nella giustizia che sempre vince. La memoria diventa, dunque, monito per i giovani, capace di indicare loro la strada”. E ricorda l’importanza di investire e valorizzare i beni confiscati “così da dare un segnale forte che lo Stato è più forte della camorra”. (Vedi anche Il premio Campanello all’ex magistrato Troncone: “Irpinia, rischio infiltrazioni criminali nel tessuto civile ed economico” – Corriere dell’Irpinia)
Un riconoscimento assegnato anche all’associazione Rui Na Ferrovia, guidata da Giuseppe Aurigemma “E’ un premio che va innanzitutto alla costola rappresentata dall’associazione Young e che ci riempie di orgoglio perchè intitolato alla memoria di Pasquale Campanello, modello che incarna gli stessi valori in cui crediamo. Siamo nati da qualche anno ma siamo contenti che il nostro messaggio sia arrivato alla città, a partire dal nostro impegno a sostegno delle nuove generazione. Il nostro obiettivo è quello di veder ancora crescere l’associazione, ampliando il numero dei partecipanti e le attività realizzate. Abbiamo trovato nei giovani tanto entusiasmo anche perchè si tratta sempre di laboratori realizzati dai ragazzi per i ragazzi. Ci siamo confrontati anche con l’amministrazione, ci piacerebbe portare questo modello in altre aree della città, siamo stati tra i promotori della petizione per restituire il treno alla città. Una petizione che porteremo anche nelle stanze della Regione. Molti dei ragazzi che sono nati in questo quartiere non hanno mai visto partire un treno dalla stazione”. E confessa come l’idea dell’associazione sia partita dalla constatazione delle difficoltà da parte dei giovani di conoscere gli altri ragazzi del quartiere “Oggi siamo riusciti a superare le differenze generazionali con ragazzi di 6 e 15 anni che partecipano a laboratori ed escono insieme”. E spiega come “Questa terra potrà rinascere solo se sceglieremo di non delegare ad altri ma proveremo a rimboccarci le maniche”.
A ricevere il premio Campanello per le battaglie portate avanti in difesa della salute dei cittadini, smascherando il legame tra ambiente, mafia e diritti negati è anche Enrico Fontana dell’Osservatorio Ambiente e Legalità di Legambiente: “Vi dico grazie perchè ho sempre guardato con ammirazione al coraggio di chi come la famiglia di Pasquale Campanello è riuscita a trasformare il dolore in energia. Porto avanti il mio impegno quotidiano conducendo inchieste sulla Terra dei fuochi, facendo il mestiere del giornalista”. E sottolinea come “Siamo chiamati a far vivere ogni giorno la speranza del cambiamento. La memoria deve darci innanzitutto la forza di cambiare. Poichè con l’impegno la realtà si cambia., Basti pensare ai risultati portati avanti nella lotta ai reati ambientali. Una speranza che si concretizza nel ricordo delle vittime innocenti di mafia a partire dalla testimonianze dei familiari che ogni si ritrovano per raccontare la loro storia e nella sfida rappresentata dal riuso dei beni confiscati che ha cambiato l’antimafia sociale”. Ad essere premiato anche l’IC San Tommaso Francesco Tedesco, rappresentato da una delegazione di studenti e dalla professoressa Robertina Festa, che ricorda come “le scuole continuano a rappresentare un presidio di legalità, sono il luogo in cui i ragazzi imparano le regole, il rispetto, a stare insieme. Il nostro è un lavoro che svolgiamo quotidianamente, in silenzio. Questo invito è un incoraggiamento a continuare lungo questa strada, vivendo la legalità ogni giorno”. Chiara Mustone ricorda l’impegno portato avanti dall’istituto attraverso confronti e dibattiti come quello con don Maurizio Patriciello “I nostri insegnanti ci hanno trasmesso che l’idea di legalità si nutre di azioni quotidiane e del coraggio di schierarsi dalla parte giusta”.


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