A Montella si è aperta una questione delicata riguardante l’Ospedale di Comunità, in particolare la proprietà dello stabile destinato ad ospitare una struttura sanitaria attesa e necessaria per il territorio. È un tema che merita attenzione, equilibrio e soprattutto senso di responsabilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte.
L’Ospedale di Comunità rappresenta un investimento importante, non solo in termini economici — parliamo di milioni di euro di risorse pubbliche — ma soprattutto in termini sociali e sanitari. Si tratta di un’infrastruttura strategica, pensata per rafforzare l’assistenza territoriale, alleggerire la pressione sugli ospedali maggiori e garantire servizi più vicini ai cittadini, in particolare alle fasce più fragili della popolazione. È evidente che, se oggi ci troviamo in questa situazione, probabilmente sono state commesse delle leggerezze o sottovalutazioni nei passaggi precedenti.
Diversamente, non si sarebbe arrivati a un punto di così forte criticità. Tuttavia, al di là delle responsabilità che andranno eventualmente chiarite nelle sedi opportune, ciò che deve prevalere ora è l’interesse generale del territorio e la necessità di dare una risposta concreta ai bisogni delle persone. Allo stesso tempo, è fondamentale ribadire un principio altrettanto importante: il rispetto della titolarità dell’immobile e delle norme che regolano la gestione del patrimonio pubblico non può essere messo in secondo piano. Ogni soluzione dovrà necessariamente muoversi nel pieno rispetto delle competenze e dei diritti dei soggetti coinvolti, evitando forzature che rischierebbero di generare ulteriori contenziosi o ritardi.
In questo momento, la discussione deve partire dal pieno e rigoroso rispetto della titolarità dell’immobile e delle norme vigenti, ma non può trasformarsi in un elemento di blocco dell’opera. Al contrario, deve rappresentare l’occasione per costruire una soluzione istituzionale chiara, trasparente e legittima. Per le aree interne, come Montella e l’intera Alta Irpinia, questa struttura non è un’opera qualsiasi: è un presidio essenziale. Significa garantire assistenza sanitaria di prossimità in territori segnati dallo spopolamento, dalla distanza dai grandi centri e dalle difficoltà nei collegamenti. Significa assicurare cure più accessibili agli anziani, alle persone fragili, a chi non può permettersi lunghi spostamenti. In contesti come questi, il rafforzamento della sanità territoriale non è solo una scelta organizzativa, ma una necessità sociale.
Perdere i finanziamenti destinati a questa struttura significherebbe non solo rinunciare a risorse fondamentali, ma soprattutto privare le aree interne di un servizio vitale e difficilmente replicabile. Sarebbe una sconfitta per tutti: per i cittadini, per le comunità locali, per chi ogni giorno lavora per migliorare i servizi sociali e sanitari. Il momento richiede dialogo, visione e responsabilità. Le divergenze amministrative possono e devono essere superate attraverso il confronto istituzionale, mettendo al centro un unico obiettivo: il bene della comunità.
L’intero territorio dell’Alta Irpinia merita che questa occasione venga portata a termine nel rispetto delle regole, delle competenze e soprattutto dei bisogni reali delle persone. In questa fase devono prevalere i valori cristiani della solidarietà, insieme ai principi fondamentali della tutela della salute e dell’assistenza sociale, anche rispetto alle pur legittime posizioni di ciascuno.
Fra dieci anni non ricorderemo torti e ragioni, né le contrapposizioni di oggi: ricorderemo solo se avremo saputo garantire alle nostre comunità un centro di assistenza e cura, oppure se avremo perso un’occasione storica. La responsabilità di questa scelta è davanti a noi.
Tonino Vella, sindaco di Monteverde
Presidente del consorzio dei servizi sociali “ Alta Irpinia”



