Si fa riflessione sul nostro tempo a partire da una vicenda scolpita per sempre nell’immaginario collettivo. E’ “Una tragedia reale” di Domenico Palmiero, in scena il 5 febbraio alle ore 18:30, presso il Teatro 99 Posti di Torelli – Mercogliano. Protagonista la Compagnia FSSL.
In scena Antonio Lippiello, Attilia Maurano, Iris Golino, Salvatore Sorrentino, Nunzia D’Aiello, Giovanni Del Prete, per dare vita a una vicenda teatrale dissacrante e intensa ispirata alla tragica scomparsa della principessa Diana, mito globale e figura simbolo della cultura pop contemporanea.
Lo spettacolo ritrae, con sguardo ironico e corrosivo, la reazione convulsa e aspra della Regina, circondata — nella dimensione privata della sua stanza — da personaggi chiave: la dama di compagnia Molly, il principe ereditario ed ex marito della defunta, la principessa sorella della sovrana e il Primo Ministro, impegnato a persuadere Sua Maestà a esporre il feretro allo sguardo dei sudditi e dei media internazionali.
A venticinque anni dalla sua stesura e dal primo allestimento, la Compagnia affronta il testo del 1999 di Peppino Patroni Griffi, autore capace di mescolare tragedia e parodia in un divertissement sagace, intriso di lessico popolare e di un’irriverenza che richiama tanto il repertorio fiabesco quanto un audace spirito politically incorrect. Con quest’opera, Patroni Griffi conclude il suo percorso drammaturgico dando voce alla sua indole più autentica: quella di osservatore “naturale e strafottente” di una cultura in cui scherno e dramma convivono e il confine tra vita e morte resta solo un’apparenza ingannevole.
Il regista Domenico Palmiero sottolinea il fascino grottesco e provocatorio del testo, capace di offrire allo spettatore l’occasione di osservare dall’interno una vicenda complessa e dolorosa come quella della morte di Lady Diana, evocata senza riferimenti espliciti ai nomi reali. La storia si scioglie in una comicità amara che mette a nudo le reazioni intime di chi, di lì a poco, dovrà mostrarsi pubblicamente affranto.
Il teatro stesso si fa protagonista: nelle sue forme poetiche e storiche, nelle suggestioni della Commedia dell’Arte e nella denuncia della finzione sociale che permea il presente.



