di Gianni Marino
il 13 febbraio si sono ritrovate tre associazioni (Insieme per Avellino e l’Irpinia – Avellino per il Mondo e La Casa di Giuseppe Casciaro) presso il Caffè Hope (che non a caso significa “speranza”) per discutere di guerra, pace e poesia, presentando il libro “Vittorio Vicari tra guerra e poesia” di Filomena Marino e Maria Grazia Dell’Angelo. Il libro riscopre la testimonianza umana e letteraria dell’avellinese Vittorio Vicari che, granatiere di Sardegna in Grecia durante la seconda Guerra mondiale, ritornò In Italia per diventare una voce poetica e letteraria di Pace. Ha introdotto la discussione Pasquale Luca Nacca, che ha presentato il libro come una novità assoluta su un intellettuale avellinese, prima soldato e poi poeta, da riscoprire e che meriterebbe una maggiore considerazione. Gianni Marino ha affermato, invece, che il libro di Filomena è il punto più alto di una trilogia (la prima sugli Internati Militari Italiani e la seconda sugli Ebrei stranieri ed italiani confinati in Irpinia) che l’Officina Culturale Giuseppe Casciaro ha dedicato all’impegno PACE -NO GUERRA, sottolineando come in un destino individuale si possa leggere la storia generale. La storica Teresa Colamarco, dopo un breve excursus, ha notato come la prosa lirica di Vicari abbia preannunciato le poesie successive, dove ricorrono dei topos letterari di Montale (come ad esempio il correlativo oggettivo) e i versi di Ungaretti. Maria Villani ha evidenziato le straordinarie capacità artistiche di Vicari, sia in guerra che quando ritornò ad Avellino. La scrittrice Emilia Dente ha dichiarato che il libro è un atto di resistenza in tempi così difficili, perché Vicari era un uomo di pace vera. Il giornalista Fiore Carullo, con il solita appassionata lucidità, ha evidenziato il lavoro certosino delle autrici, alle quali va il merito di aver fatto rivivere la straordinaria personalità di Vittorio Vicari e il suo amore per il popolo greco. Durante l’intera presentazione – coordinata dalla puntuale professionalità del giornalista Gianluca Amatucci – i diversi interventi si sono alternati con le appassionate letture di Paolo De Vito che ha incantato la platea con una magistrale interpretazione della sempre attuale canzone Auschwitz di Francesco Guccini e i Nomadi. Tale esecuzione musicale è stata preceduta dalla nota di Emanuela Conforti sul quadro esposto in sala “Auschwitz” dell’artista Dorotea Virtuoso. L’autrice Filomena Marino, nel ringraziare tutti per la calorosa accoglienza e per il generoso dibattito, ha ripercorso la fortuita consegna del prezioso materiale regalatole da Osvaldo – figlio di Vittorio Vicari – e come il libro sia il frutto di un lungo studio su tale documentazione. Alla prima presentazione, il libro è stato apprezzato dal nipote di Vittorio Vicari (anche lui di nome Vittorio) oggi Generale dell’Aereonautica che si sente impegnato dalla indimenticabile lezione del nonno paterno.



