I giudici del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino (il collegio presieduto da Lucio Galeota e composto dai giudici Elena Di Bartolomeo e Gennaro Lezzi) hanno rigettato il ricorso per l’annullamento del decreto di sequestro di un immobile in Via Zigarelli presentato da due dei sette indagati nell’indagine dei Nipaf dei Carabinieri Forestali per una presunta lottizzazione abusiva realizzata in un’area vincolata e vicina al Fenestrelle. A proporre ricorso al Tribunale del Riesame gli imprenditori Antonio Avagnano, legale rappresentante della AM Immobiliare, proprietaria e committente dei lavori e Luca Marinelli, impresa che realizzava i lavori e anche uno dei titolari dell’AM Immobiliare, difesi dagli avvocati Benedetto Vittorio De Maio e Raffaele Tecce.
I militari avevano eseguito il22 decreto di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali su richiesta della Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro). Sette le persone indagate per i reati di lottizzazione abusiva e falso (contestato a due dei sette indagati). Gli iscritti nel registro degli indagati sono geometri, progettisti, direttori dei lavori e noti imprenditori edili. Stando agli accertamenti effettuati dai carabinieri forestali avrebbero violato la fascia di rispetto del Vallone Fenestrelle. I militari hanno eseguito il decreto di sequestro firmato dal Gip del Tribunale di Avellino Mauro Tringali su richiesta della Procura (le indagini sono coordinate dal pm Fabio Massimo Del Mauro)
Sulla struttura era in corso da un anno una consulenza della Procura. Un sequestro che però si inserisce, come ha sottolineato in una nota lo stesso Procuratore della Repubblica Domenico Airoma “in un contesto più ampio diretto al contrasto degli illeciti penali connessi alle speculazioni urbanistico – edilizie che interessano il territorio irpino”. Ma il sequestro preventivo di questa mattina sarebbe solo la punta dell’iceberg di una vera e propria inchiesta sull’urbanistica nella città capoluogo. Ci sarebbero almeno altre due indagini su complessi edilizi cittadini. Nel caso specifico il fabbricato in questione, di tipo residenziale, unitamente al relativo di cantiere di circa 3000 m², sia stato realizzato in violazione dell’assetto plano-volumetrico vocazione agricola, ricadente nella fascia di rispetto di un corso d’acqua.
Con la realizzazione delle dodici unità immobiliari realizzate in un’area destinata a noccioleto, i sette indagati avrebbero realizzato una lottizzazione abusiva di terreni a scopo edilizio con una trasformazione urbanistica o edilizia dell’area interessata, in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti, senza previa autorizzazione e in presenza di una trasformazione urbanistica del territorio effettuata in assenza del previsto piano di lottizzazione con necessità di un ulteriore adeguamento degli standard, in ragione del notevole incremento del carico urbanistico.
Stando a quanto accertato dai militari del nucleo forestale con la realizzazione dell’opera, realizzata su un’area dove, in precedenza, c’era un vecchio rudere demolito nel 2009 e ricadente nell’area del parco Fenestrelle e finita sotto sequestro, avrebbero aumentato del circa il 30 per cento la volumetria della costruzione originaria, un ampliamento della medesima superiore a 750 metri cubi e ancora una nuova costruzione con una volumetria superiore a mille metri cubi. In sostanza l’edificio realizzato è completamente diverso dal preesistente e con dimensioni maggiori, con dodici appartamenti con relativi box auto, oltre ad essere stato realizzato in un’area non edificabile.



