Ferma opposizione al progetto dell’impianto eolico industriale denominato “Guardia-Andretta” presentato al Ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico (ID 12610). Ad annunciarlo il Comitato “Fuori dalle pale” e il comitato “No eolico selvaggio” di Bisaccia insieme a cittadini e agricoltori dell’Alta Irpinia. IL progetto prevede l’installazione di 15 aerogeneratori per una potenza complessiva di 93,60 MW, con relative opere di collegamento alla Rete di Trasmissione Nazionale, nei territori dei Comuni di Andretta, Bisaccia, Guardia Lombardi, Rocca San Felice e Lacedonia, in un’area ritenuta di elevato pregio paesaggistico, ambientale e agricolo.
Secondo il Comitato, dall’analisi della documentazione emergerebbero incongruenze sia formali sia sostanziali. In particolare, nella descrizione iniziale viene indicata come proponente la società Web Italia Energie Rinnovabili S.r.l., mentre negli atti progettuali risulta Web Guardia Energie Rinnovabili S.r.l. Inoltre, nell’elenco dei territori coinvolti non comparirebbe inizialmente il Comune di Lacedonia, che risulta invece inserito nella documentazione revisionata.
Discrepanze che genererebbero confusione e renderebbero complessa la presentazione delle osservazioni nell’ambito della procedura di consultazione pubblica. Le criticità sarebbero riconducibili alla sovrapposizione tra un progetto originario, avviato il 6 giugno 2024, e una successiva versione definita “di revisione”, pubblicata il 26 gennaio 2026 e attualmente oggetto di nuova consultazione.
Nel merito, i Comitati segnalano ulteriori elementi di preoccupazione: l’impatto sul paesaggio e sull’identità storica e rurale dell’Alta Irpinia, la tutela dell’ecosistema e della biodiversità, la fragilità sismica e idrogeologica del territorio e le possibili ripercussioni sulle attività agricole e sull’equilibrio socioeconomico dell’area.
Tra le criticità evidenziate, anche la localizzazione dell’impianto a poche decine di metri da abitazioni, aree SIC, da beni culturali regolarmente censiti, dall’Appia Antica, dal tratturo della Transumanza riconosciuto patrimonio Unesco, dall’areale D.O.P. del pecorino Carmasciano, dal Borgo Medievale di Rocca San Felice e dal sito archeologico e mitologico della Mefite. I cavidotti, inoltre, intersecherebbero condotte idriche dell’Acquedotto Pugliese, siti archeologici sanniti, infrastrutture di altre società eoliche ed elettrodotti Terna, attraversando territori scoscesi ad altissimo rischio idrogeologico, strade provinciali, comunali per oltre 30 km.
Per queste ragioni, cittadini e comitati chiedono al Prefetto di Avellino, al Presidente della Provincia di Avellino, alle Amministrazioni comunali coinvolte, e a tutti gli enti territoriali competenti di trasmettere al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, entro il 25 febbraio prossimo, un atto formale di opposizione al progetto.
“L’Alta Irpinia non può continuare a essere destinataria di interventi industriali di dimensioni sproporzionate rispetto alla capacità di carico del territorio”. “La transizione energetica è un obiettivo necessario e condivisibile, ma deve essere attuata nel rispetto delle comunità locali, della pianificazione territoriale e di una reale sostenibilità ambientale”.



