Un questionario sull’Alta Irpinia per mappare le condizioni di vita attuali e, soprattutto, le prospettive immaginate da chi il territorio lo vive, lo attraversa o lo ha dovuto lasciare. Arci Avellino accende i riflettori sul futuro della nostra provincia con il progetto “ABITAREPLURALE – Percezioni e possibilità di vita in un’area interna”. L’iniziativa segna l’inizio di un percorso di analisi profonda che attraverserà l’Alta Irpinia nei prossimi mesi. “Insieme ai 25 Comuni dell’area – precisa il Presidente di Arci Avellino Stefano Kenji Iannillo – vogliamo costruire un’inchiesta sociale per provare a interrogarci sui modi di vivere in Alta Irpinia, sulle problematiche che si affrontano tutti i giorni e sui motivi per restare o per tornarci”. L’indagine punta a coinvolgere un target estremamente diversificato: residenti, migranti, studenti e giovani fuori sede. L’obiettivo è raccogliere percezioni e proposte su tre pilastri fondamentali per il contrasto allo spopolamento e al disagio sociale: servizi e infrastrutture (la reale accessibilità dei diritti sul territorio); spazi pubblici (come vengono gestiti e vissuti i luoghi comuni); inclusione (la qualità delle relazioni sociali in un contesto di area interna).
“Agli studenti presenti sul territorio – continua Kenji – vogliamo chiedere quali siano le iniziative e le politiche che potrebbero spingerli a restare e, quindi, il modello di sviluppo sul quale puntare, perché molto spesso non è solo il lavoro l’elemento che induce a non andare altrove, ma anche le iniziative culturali, sociali e aggregative”. Un capitolo del questionario è dedicato ai migranti “che trovano nella nostra provincia una prima accoglienza, perché magari fuggono da condizioni difficili all’interno dei loro paesi di origine e sono alla ricerca di nuove opportunità, ma che molto spesso non restano. É quindi opportuno interrogarsi anche su quali possano essere le possibilità anche per loro di costruire una vita, un futuro per le loro famiglie nei nostri territori. Ci soffermeremo inoltre su chi vive già fuori, sia per analizzarne le motivazioni, sia per capire quali fattori potrebbero favorirne il ritorno”.
Da Arci arriva un appello a partecipare al progetto che punta su un sistema di questionari strutturati (accessibili sulla piattaforma ufficiale www.abitareplurale.it). “Siamo convinti che le politiche si costruiscano attraverso percorsi condivisi, che è un po’ l’intuizione originaria della SNAI (Strategia Nazionale per le Aree Interne), che dopo aver chiuso il periodo 2014-2020, ora sta avviando la nuova programmazione 2021-2027. Da un po’ di tempo, invece, le istituzioni hanno acquisito un protagonismo sempre più evidente, anche rispetto al tentativo di valorizzazione turistica dei nostri territori, coinvolgendo sempre meno sia le realtà sociali che la stessa popolazione. Crediamo opportuno – continua – aprire il confronto sulle risorse ambientali, che sono importanti e vanno tutelate e difese anche in relazione ai posti di lavoro che potrebbero creare, così come su tante altre questioni che incidono significativamente sulle scelte dei giovani, e non solo. Come Arci – conclude Kenji – siamo convinti che bisogna individuare strumenti concreti, politici e amministrativi che rispondano ad esigenze non ancora immaginate né percepite, in quanto non fatte emergere dalla narrazione dominante sulle aree interne”.



