Da Clemente Mastella a Sinistra Italiana, passando per Centrovento, SiPuò e il M5s: tutti dicono “campo largo”.
“Campo largo”, ripete il segretario regionale dem Piero De Luca, in coerenza con il modello sperimentato in Regione. “Campo largo”, secondo la linea politica della segretaria nazionale del Pd Elly Schlein.
Campo largo anche per l’ex governatore Vincenzo De Luca. Senza Pd e 5s insieme, ad Avellino la partita si complica. E perché De Luca a Salerno sarebbe un problema? In Regione la convivenza funziona: l’ex governatore è al fianco del presidente pentastellato Roberto Fico. Un po’ dappertutto l’unità, per convenienza e non per convinzione, per dirla diversamente da Mastella, è una necessità.
Il campo largo ad Avellino conviene. Resta da sciogliere il nodo del candidato sindaco. I pretendenti non mancano: Enza Ambrosone, Nicola Giordano e Luca Cipriano, riconducibili all’area del capogruppo regionale Maurizio Petracca. Oppure Francesco Todisco, dem apprezzato anche a sinistra. Per i 5s, l’ex sottosegretario Carlo Sibilia.
La convergenza su un candidato civico sarebbe un passo falso, fuori dalla logica di coalizione. Significherebbe ammettere che un candidato competitivo non c’è o che il centrosinistra non ha abbastanza consenso per fare da sé.
Se il fronte progressista è compatto, l’indicazione del candidato di Avellino rientra nel risiko tra partiti, che stabilisce quale forza politica prevale nelle diverse città al voto. Seguendo il criterio del partito più votato alle regionali, ad Avellino spetterebbe al Pd indicare il candidato sindaco.
Nel primo caso, ad Avellino potrebbe incasellarsi anche un 5s, con il sostegno di Fico. Nel secondo, un dem capace di compattare tutti, compreso quel centrosinistra oggi “alternativo” al Pd e in particolare distante dall’area che fa riferimento al capogruppo regionale dem Maurizio Petracca.
Che il civismo non sia una formula vincente l’hanno capito anche nel centrodestra. Fratelli d’Italia in primis rivendica una coalizione strutturata sui partiti e non sul nome del candidato sindaco. Il resto della coalizione è d’accordo: lo hanno messo nero su bianco in un documento Antonio Iannone, coordinatore regionale di FdI e senatore; Fulvio Martusciello, europarlamentare e coordinatore regionale di FI; Giampiero Zinzi, deputato e coordinatore della Lega campana; e Gigi Casciello di Noi Moderati. Lo hanno ribadito anche il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli e il deputato Gianfranco Rotondi. Hanno stabilito pure che l’indicazione del candidato sindaco di Avellino spetta agli azzurri perché sono il partito di centrodestra che ha avuto più consenso alle regionali.
Un candidato “azzurro” non c’è ancora: l’ex sindaca Laura Nargi, che domani presenterà la sua associazione Siamo Avellino, non sembra intenzionata a mettersi a capo di un progetto politico unitario di centrodestra e probabilmente respingerà l’invito di Forza Italia.
Nargi potrebbe trovare una sponda solo negli azzurri? In questo caso il consigliere regionale Livio Petitto e il coordinatore campano di Fi Angelo D’Agostino dovrebbero assumersi la responsabilità di un centrodestra nuovamente diviso, come lo scorso anno.
Tra gli altri papabili pretendenti alla candidatura a sindaco per il centrodestra ci sarebbero Francesco Pionati e Pellegrino D’Amore.
Nel centrodestra e nel centrosinistra, la partita è dei partiti, almeno per il momento.
Ma l’indistinto partitico, la rinuncia al simbolo per convenienza, che non è civismo ma opportunismo, è ancora possibile.



