Laura Nargi non dice sì al centrodestra. Non commenta l’endorsement di Fulvio Martusciello, coordinatore regionale di Forza Italia, pezzo grosso del partito, che l’altro giorno è stato chiaro: “Laura Nargi è stata e sarà uno straordinario sindaco di Avellino. Non c’è bisogno di una sentenza di archiviazione per poterlo dire. Certo, oggi gioiamo con lei per questo atto di ritrovata giustizia, ma mai nessuno – e dico nessuno – ha dubitato della sua onestà e del suo amore per la città”. Cos’altro aggiungere?
Ma Nargi non risponde. Anche il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, il senatore Antonio Iannone, ha dichiarato nei giorni scorsi che il centrodestra unito riparte da Nargi.
Intanto Nargi presenta il suo progetto e la sua squadra. Gli “azzurri” in particolare si sarebbero aspettati un segnale: l’ex sindaca è stata candidata alle regionali con la loro lista, anche se non ha mai preso la tessera. A rappresentare Forza Italia, al Carcere Borbonico, all’incontro organizzato da “Siamo Avellino”, c’è solo il coordinatore cittadino di FI, Gerardo Melillo. Assenti Angelo D’Agostino, coordinatore provinciale di FI, e il consigliere regionale Livio Petitto. Entrambi, durante gli interpartitici di centrodestra, hanno sostenuto con forza la candidatura a sindaco di Nargi.
Lei ha posto una condizione: niente simboli di partito. E per Forza Italia si potrebbe anche fare. Però l’ex sindaca non dice sì. Anzi, è quasi un no. Nargi prende altro tempo. Oppure ha altro in mente. Magari attende che l’imprenditore Walter Giordano scenda in campo da civico. Però servirebbe il supporto di una parte del centrosinistra, cioè del Pd. Che non sceglie, Giordano e Nargi attendono e il 24 e 25 maggio si vota.
Il centrodestra potrebbe trovare la quadra a stretto giro su Francesco Pionati o su Pellegrino D’Amore. Senza Nargi. L’ex sindaca punta forse sul grande centro. Una lista Pd senza simbolo è possibile? Maurizio Petracca, capogruppo regionale del Pd, dovrebbe sconfessare la linea del partito nazionale e dell’intero centrosinistra sul campo largo regionale. A Salerno la trattativa sull’ex governatore Vincenzo De Luca candidato sindaco va avanti. “Del campo largo ne stanno parlando i segretari regionali delle forze politiche. È una cosa che delego a loro e alla loro discussione interna”, ripete il presidente Fico.
Saranno le forze del campo largo a stabilire a chi spetta il candidato sindaco a Salerno e poi ad Avellino. E nel centrosinistra non c’è solo il Pd. A proposito di 5s, l’ex sottosegretario Carlo Sibilia ha pubblicato un post che sembra un mini-programma elettorale: “Stasera c’è una bella partita allo stadio Partenio-Lombardi. Purtroppo non riesco ad accettare il fatto che presto quello stadio non sarà più di proprietà della gente di Avellino, degli irpini. Sarà venduto al migliore offerente. Un pezzo di città, un pezzo di storia, un pezzo della nostra identità svenduto per appianare gli sperperi delle cattive gestioni politiche. E vale lo stesso per un altro gioiello della nostra città: il Conservatorio Cimarosa. È proprio vero, non esistono giri gratis. Alla fine si paga sempre il conto. E quel conto, oltre a essere salato a livello economico, lo paghiamo con pezzi di anima. Imperdonabile”.
Sibilia è un 5s della prima ora e con Fico ha un rapporto privilegiato, di fiducia. Un candidato pentastellato toglierebbe il Pd dall’imbarazzo di una selezione interna tra candidati autorevoli: Enza Ambrosone, Nicola Giordano, Luca Cipriano. E pure la sinistra, alla fine, potrebbe accontentarsi del meno peggio.




